Maggio Giugno 2021

Interview to Attilio Losito: my half-century life as a nephrologist in Perugia

Abstract

In this interview Attilio Losito tells us about his first nephrological experiences gained in the late sixties of the past century in the Institute of Patologia Medica in Perugia directed by Giovanni Gigli, and his subsequent experiences, which also included a period at Guy’s Hospital in London. The interview also describes the important contributions that the school of Perugia produced in the field of nephrology and its main protagonists. This nephrological life story highlights: the role that internal medicine, with its multidisciplinary approach, had in the development of nephrology in its beginnings; the importance of cooperation with foreign institutions; the contributions that specialised research laboratories attached to renal units have given to the improvement of the diagnosis and to the understanding of the pathogenesis of nephropathies.

Keywords: history of nephrology, history of Italian nephrology, history of Italian internal medicine

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Introduzione

di Giovanni B. Fogazzi

In questa intervista Attilio Losito racconta la sua storia di vita nefrologica iniziata alla fine degli anni sessanta del secolo scorso nell’Istituto di Patologia Medica di Perugia, diretto da Giovanni Gigli, e protrattasi per circa cinquanta anni. L’intervista descrive anche le figure principali che operarono nella scuola nefrologica di Perugia e i suoi importanti contributi in diversi settori della nostra specialità, dalla introduzione di nuove tecniche dialitiche all’uso di metodiche innovative per lo studio della patologia renale e della patogenesi delle nefropatie, alla nascita della cardionefrologia. Questi contributi furono favoriti da diversi fattori: che ai suoi albori la nefrologia di Perugia fosse parte della medicina interna, ciò che che ha favorito un approccio multidisciplinare al paziente nefropatico, che nel corso degli anni è andato via via scomparendo, in Italia e non solo; la collaborazione con centri clinici e di ricerca stranieri, tra cui il Guy’s Hospital di Londra, di cui Attilio Losito ha frequentato sia la nefrologia sia diversi laboratori; la possibilità di disporre di un laboratorio di ricerca clinica annesso alla nefrologia di Perugia. Su quest’ultimo aspetto mi permetto di affermare, con il pieno sostegno di Attilio Losito, che la progressiva scomparsa di questi piccoli e specializzati laboratori, a causa di una reclamata necessità di centralizzazione dei laboratori clinici, ha avuto un impatto negativo sulla ricerca nefrologica nel nostro Paese, con svantaggio anche per i nostri pazienti nefropatici.

 

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