Protected: Standard procedures in dialysis during the Covid-19 epidemic

Abstract

Scope

The aim of this document has been to define standard procedures for dealing with dialysis patients once the first cases of novel Coronavirus 2019-nCoV (Covid-19) were confirmed among the Italian population.

Applicability

These procedures, that refer exclusively to the hospital’s dialysis rooms, are currently implemented at the ASST Santi Paolo e Carlo in Milan and two smaller centers in the Milan area.

Description

We describe the preemptive measures adopted by the staff at our dialysis unit since 24/02/2020, in order to slow down the transmission of Covid-19. They have allowed us to adopt a uniform approach towards all patients, streamlining the way we identify and deal with suspected, likely and confirmed Coronavirus infections. To start with, all patients coming to the hospital for their dialytic session have been treated as potentially infectious and everybody has been following closely the standard protocols regarding personal protective equipment (PPE).

 

Keywords: Covid-19-positive, dialysis, prevention, personal protective equipment

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Covid-19 in patients on dialysis: infection prevention and control strategies

Abstract

Covid-19 is a disease caused by a new coronavirus presenting a variability of flu-like symptoms including fever, cough, myalgia and fatigue; in severe cases, patients develop pneumonia, acute respiratory distress syndrome, sepsis and septic shock, that can result in their death. This infection, which was declared a global epidemic by the World Health Organization, is particularly dangerous for dialysis patients, as they are frail and more vulnerable to infections due to the overlap of multiple pathologies. In patients with full-blown symptoms, there is a renal impairment of various degrees in 100% of the subjects observed. However, as Covid-19 is an emerging disease, more work is needed to improve prevention, diagnosis and treatment strategies. It is essential to avoid nosocomial spread; in order to control and reduce the rate of infections it is necessary to strengthen the management of medical and nursing personnel through the early diagnosis, isolation and treatment of patients undergoing dialysis treatment. We cover here a series of recommendations for the treatment of dialysis patients who are negative to the virus, and of those who are suspected or confirmed positive.

Keywords: Covid-19, hemodialysis, transmission, prevention

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Introduzione

La malattia da Coronavirus 2019 (Covid-19), appartiene alla grande famiglia di virus a RNA che possono essere isolati in diverse specie di animali [1] e che, per ragioni ancora sconosciute, possono attraversare le barriere della specie e possono causare nell’uomo malattie che vanno dal comune raffreddore a patologie più gravi come la SARSr-CoV1e la MERS. Il 30 gennaio 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato ufficialmente l’epidemia Covid-19 un’emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale [2].

I sintomi clinici dei pazienti comprendono febbre (44%-98%), tosse secca (68%-76%), mialgia (18%) ed affaticamento (18%); i pazienti in gravi condizioni possono presentare respiro affannoso, rantoli umidi nei polmoni e suoni del respiro indeboliti fino alla polmonite bilaterale, sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS), sepsi, shock settico e morte [3]. Sulla base dell’indagine epidemiologica attualmente in corso, il periodo di incubazione della malattia è generalmente compreso tra 3 e 7 giorni, con un massimo di 14 giorni [2] e la trasmissione da uomo a uomo avviene attraverso goccioline di saliva o con contatto diretto; a differenza della SARS, il Covid-2019 è responsabile dell’infezione anche se il paziente è asintomatico [2].

 

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Positioning central venous catheters: how to prevent legal disputes

Abstract

Central venous catheterization is a procedure frequently performed in daily clinical practice. The use of ultrasound during central venous catheter placement has significantly reduced the number of complications. However, while the outcome of the procedure has significantly improved, the number of legal disputes has increased. Despite the current legislation has repeatedly stressed the importance of adequately collecting informed consent, to date many legal cases show that this procedure is only superficially followed. The objective of the present work is to analyze the various phases of central venous catheterization, with the aim of making useful suggestions to avoid potential medical-legal problems. 

Keywords: central venous catheter, prevention, civil liability, legal issues in medicine

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Introduzione

Negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo aumento dei procedimenti penali e civili nei confronti dei medici, nonché delle richieste di risarcimento; tutto ciò nonostante i continui progressi della scienza medica e l’introduzione di nuove e più sicure tecniche operatorie, procedure e linee guida che avrebbero dovuto invece portare ad una riduzione del numero dei contenziosi. Questa tendenza è determinata dalla maggiore consapevolezza da parte dei pazienti[ dei propri diritti e dalla sensibilizzazione operata sia dalle associazioni di difesa dei diritti del malato che da un certo numero di avvocati. Tutto ciò ha portato ad un inasprimento del rapporto tra medico e paziente, con le ben note aggressioni ai camici bianchi e, soprattutto, con l’aumento del numero dei contenziosi. Nei tribunali italiani sono 300˙000 le cause pendenti contro medici e strutture sanitarie pubbliche e private, mentre ogni anno le nuove azioni legali sono 35˙000. Le denunce vengono presentate principalmente al Sud e nelle isole (44,5%), mentre la percentuale scende al 32,2% al Nord e si ferma al 23,2% al Centro. Le aree maggiormente a rischio contenzioso sono quella chirurgica (45,1% dei casi), materno-infantile (13,8%) e medica (12,1%) [1]. Il vero problema, tuttavia, è che il 95% dei procedimenti per lesioni personali colpose si conclude con il proscioglimento del medico [2,3]: in altri termini il medico è diventato la “seconda vittima” dell’errore, o meglio del “mancato errore” medico.
 

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Un mondo che invecchia: prospettive demografiche e medicina del futuro

Abstract

L’invecchiamento, insieme alla denatalità, è un fenomeno demografico che caratterizza l’attuale assetto sociale del Paese e che si accentuerà ulteriormente nel futuro, con effetti ancor più dirompenti sotto il profilo epidemiologico. Una radicale revisione dell’attuale approccio della medicina e dell’assetto dei servizi sanitari e sociali appare pertanto fondamentale. Sarà prima di tutto imprescindibile sviluppare la prevenzione, per garantire elevati livelli di autosufficienza anche nelle fasi avanzate della terza età e, allo stesso tempo, appare necessario un ulteriore forte investimento per nuove soluzioni assistenziali efficaci e a basso costo, centrate sul domicilio e sul territorio e in grado di inglobare efficacemente le reti di sostegno informali.

Parole chiave: Invecchiamento, cronicità, dimensione soggettiva della terza età, prevenzione, innovazione dei modelli di cura e assistenza.

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Un paese di grandi vecchi 

Il fenomeno dell’invecchiamento rappresenta un tema centrale che ha già ampiamente dimostrato di condizionare, in Europa ed in tutto l’Occidente, per la sua portata ed i suoi ritmi, sia il welfare che l’assetto produttivo ed il mondo dell’economia, e tuttavia è un fenomeno che ormai da tempo attende di essere posto realmente al centro dell’agenda dell’intervento politico e sociale.  

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