Protected: L’insufficienza renale acuta nell’anziano

Abstract

L’insufficienza renale acuta (IRA), definita anche come danno renale acuto, è una patologia che sta ricevendo una crescente attenzione negli ultimi anni, vista la sua incidenza, i danni che causa al paziente ed i costi che sono necessari per il suo trattamento. Il soggetto anziano, spesso gravato da numerose pluri-patologie e con una riduzione funzionale para-fisiologica dell’attività renale, risulta essere maggiormente a rischio di sviluppo di un danno renale acuto. La comparsa di IRA è infatti insieme alle sepsi una delle complicanze più frequenti nell’anziano ricoverato in ambiente ospedaliero. Vi sono delle strategie comportamentali che si sono dimostrate efficaci nella prevenzione del danno renale in molte situazioni, come l’idratazione prima dell’utilizzo dei mezzi di contrasto iodati, l’attenzione ai farmaci nefrotossici, la modulazione di concomitanti terapie che impattano sul sistema cardio-vascolare (inibitori del SRA, betabloccanti, ecc.).

Il sovraccarico di liquidi, la riduzione delle masse muscolari, gli stati settici, che si verificano molto più facilmente e rapidamente nel soggetto anziano, possono mascherare l’innalzamento della creatinina plasmatica. Pertanto, nel contesto anziano, modelli previsionali e diagnostici quali i criteri KDIGO, AKIN e RIFLE vanno presi in considerazione con una certa cautela e ripensati. L’IRA nell’anziano ha specifiche peculiarità che la rendono difficoltosa, sia sotto il profilo diagnostico che terapeutico. Le cose si complicano ulteriormente quando sono necessari interventi, come quelli dialitici, che di per sé hanno una loro un-physiology che può risultare destabilizzante in soggetti fragili e con labile compenso emodinamico.

 

Parole chiave: insufficienza renale acuta, anziani, co-morbidità, deterioramento danno renale acuto, dialisi

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Acute kidney injury in elderly patients

Abstract

In the last few years, more and more studies have been focusing on Acute Kidney Injury (AKI) because of its incidence, its effects on patients, and the costs associated to its treatment. Elderly patients are especially in danger of developing AKI given the para-physiological deterioration of their renal functions and the presence of several co-morbidities. Together with sepsis, AKI is in fact one of the most common complications occurring during hospitalization. However, some strategies have proved to help in preventing renal damage in the elderly.

Fluid overload, malnutrition and sepsis, which are far more common and momentous in older patients, can conceal or minimize rising creatinine levels. As such, it is not always possible to rely on the creatinine behaviour to diagnose AKI as proposed by KDIGO, AKIN e RIFLE guidelines. On the one hand, these and other peculiarities make AKI very difficult to diagnose and treat in elderly patients. On the other, the dialysis treatment, with its intrinsic “un-physiology”, further complicates matters and (if it is very aggressive in terms of efficiency and removal of fluids) can destabilize these fragile patients and their poor haemodynamic compensation.

 

Keywords: acute kidney injury, comorbidity, elderly patients, renal functional decline, dialysis

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