Marzo Aprile 2022

Uremic pruritus through healthcare administrative data

Abstract

Background: This retrospective observational study aimed at describing patients on hemodialysis with/without uremic pruritus (UP), their healthcare resource consumption and costs from the perspective of the Italian National Health Service (INHS).

Methods: Through the cross-linkage of the healthcare administrative data collected in the ReS (Ricerca e Salute) database from 2015 to 2017, patients undergoing in-hospital/outpatient hemodialysis (index date) for ≥2 years were selected. After the exclusion of subjects with other causes of pruritus, UP/non-UP cohorts were created based on the presence/absence of UP-related treatment supplies and characterized. Treatments, hospitalizations and costs were analyzed.

Results: Of 1239 patients on hemodialysis for ≥2 years (20.2% of all hemodialysis subjects), 218 (17.6%) were affected by UP. Both cohorts were mostly males and elderly. One year before and after the index date, 58.1% and 65.1% of UP patients received UP-related treatments, of which >50% were treated with antihistamines (mostly cetirizine), 10% gabapentin and 1.4% ultraviolet light therapy. The mean annual overall cost per patient with/without UP was €37,065/€35,988. Outpatient specialist services accounted for 80% (>77% hemodialysis), hospitalizations for 10% (>60% hemodialysis).

Conclusions: Though the prevalence of UP and related healthcare costs charged to the INHS were underestimated, the burden of UP was not negligible. High-efficiency dialytic therapies performed to UP patients seemed to largely weigh on the overall mean annual cost. The availability of specific and effective treatments for UP might offer cost and healthcare offsets.

 

Keywords: chronic kidney disease, pruritus, public health practice, database

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Introduzione

Il prurito associato a malattia renale cronica (MRC) è generalmente persistente e refrattario e tende ad affliggere perlopiù i pazienti in emodialisi. È più comunemente conosciuto come prurito uremico (PU), sebbene non sia stata trovata una dipendenza tra la sua eziologia e l’accumulo di urea e tossine uremiche nel sangue [1, 2]. Il più recente studio sui risultati e i modelli di applicazione della dialisi (DOPPS) ha mostrato che, nel periodo analizzato 2012-2015, dal 26% dei pazienti tedeschi in emodialisi al 48% di quelli inglesi risultavano affetti da prurito cutaneo di tipo almeno moderato, apparentemente senza incremento negli anni [2]. La prevalenza di PU sembra aumentare con la gravità della MRC [3] e con il tempo di dialisi [4]. Il PU si presenta generalmente in caso di cute secca e spesso tendono a verificarsi contemporaneamente alcune complicazioni [5].

I sintomi negativi associati al PU sono molteplici e non trascurabili, come disagio, spossatezza, scarsa qualità del sonno e depressione [3]. In generale, più il prurito è severo, più scarso è lo stato mentale e fisico del paziente affetto da PU [3]. La patofisiologia del PU è causata probabilmente da diversi fattori tuttavia, a oggi, non è ancora stata chiarita e perciò non esistono trattamenti in grado di curare la causa specifica [6, 7]. Un primo passo nel trattamento del PU consiste nel potenziare la rimozione delle tossine uremiche [8] aumentando il tempo di dialisi o introducendo metodiche a più alta efficienza [911] (es. emodialfiltrazione o filtri con membrane ad elevata capacità di adsorbimento come il PMMA). Queste scelte, seppur messe in discussione da recenti studi epidemiologici [2], sono ancora ampiamente utilizzate nei centri dialisi [2]. In caso di PU, le linee guida europee sul prurito cronico raccomandano l’uso di capsaicina, come terapia topica, e di alcuni trattamenti sistemici [7]: antistaminici di prima e di seconda generazione, corticosteroidi, l’agonista dei recettori κ-oppioidi nalfurafina, gabapentin, pregabalin e, sporadicamente talidomide e alcuni antidepressivi. La fototerapia a raggi UV, in particolare UVB, è un’alternativa non farmacologica consolidata [7]. Popolazione speciali (es. anziani, donne in gravidanza e bambini) affette da PU richiedono particolare attenzione e un trattamento definito caso per caso [7]. Infine, secondo le linee guida dell’associazione inglese dei dermatologi, sebbene non fornisca specifiche raccomandazioni, stabilisce il trapianto renale come unico trattamento definitivo per il PU [6]. Oltre alle criticità relative all’assenza di un trattamento specifico del PU, è stato dimostrato che il PU stesso è ampiamente sotto riportato da parte dei professionisti [1, 2, 12], in particolare a causa della scarsa conoscenza della sua patofisiologia e degli effetti a lungo termine [13]. Di conseguenza, restano trascurabili l’interesse da parte degli stakeholder a livello istituzionale, politico e privato, e la produzione di evidenze scientifiche, lasciando così ampi buchi informativi, a partire dall’aspetto epidemiologico fino ai dati di costo.

Questo studio retrospettivo osservazionale dei dati amministrativi sanitari italiani raccolti nel database di Fondazione ReS (Ricerca e Salute) si è posto l’obiettivo di descrivere i pazienti in emodialisi e potenzialmente affetti/non affetti da PU e di valutarne il consumo di risorse sanitarie e il relativo costo a carico del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). 

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