Italian nephrology and the progress of dialysis from its dawn to the present day

Abstract

In Italy, over the last 50 years, dialysis has been the driving force of research in nephrology. The work of many Italian nephrologists has fueled progress in dialytic techniques worldwide, improving dramatically the quality of dialytic therapy. Our foreign colleagues unanimously agree that we have been the first to look into the complexities of dialysis, into the many differences between dialytic patients and how to best address this diversity. This has allowed us to adopt a holistic approach, deeply connected to technological innovation, with the aim of putting the patient center stage and creating a “precision dialysis”.

Keywords: hemodialysis, peritoneal dialysis, Italian nephrology, development of filtration techniques

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In Italia, negli ultimi cinquanta anni, la dialisi è stata il motore trainante della nefrologia e ha portato, attraverso la sua continua evoluzione, allo sviluppo anche della nefrologia clinica e dell’attività di trapianto. I nefrologi italiani sono stati gli ispiratori di molti dei progressi della dialisi nel mondo ed hanno costruito le basi di innumerevoli nuove tecniche dialitiche, realizzando una altissima qualità nell’offerta della terapia dialitica. Merito questo che ci viene riconosciuto universalmente. 

Negli anni sessanta, per preparare la soluzione elettrolitica necessaria a depurare il sangue, si ricorreva a vasche da 180-200 litri che venivano continuamente riempite con acqua deionizzata e sali. Si iniziava alle sette del mattino e si finiva con lo stesso paziente alle sette di sera. Durante quelle dodici ore di dialisi il malato presentava spesso problemi clinici sconosciuti, drammatici, a cui non si riusciva a dare una spiegazione fisiopatologica. Ci si rendeva conto che si stava verificando qualcosa di grave, ma non si sapeva quale fosse la causa della tragedia incombente e quindi la terapia era molto “approssimativa”. 

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