Abstract
La gestione del diabete mellito in emodialisi presenta elevata complessità per l’incremento della variabilità glicemica e del rischio ipoglicemico. L’uso di tecnologie applicate al diabete ha dimostrato di migliorare il controllo glicemico, tuttavia i dati nei pazienti dializzati sono limitati.
Scopo. Descrivere l’efficacia e la sicurezza del sistema AHCL minimed 780G in un paziente emodializzato in fase stabile e durante il ricovero in Unità di Terapia Intensiva (UTI).
Caso. Paziente di anni 47, affetto da rigetto cronico di trapianto, complicato da Diabete Mellito post-trapianto (DPT) e cardiopatia ischemica cronica. Si presenta in terapia insulinica multiniettiva MDI con ridotta compliance e necessità di aggiustamenti terapeutici in relazione a ipoglicemie e variabilità glicemica giornaliera e intradialitica. È stata posta indicazione a utilizzo di sistema integrato avanzato CGM+microinfusore di insulina (AHCL). I dati a 3 mesi hanno evidenziato il raggiungimento degli obiettivi terapeutici per i pazienti fragili con comorbidità; sono stati confermati anche in un successivo ricovero in UTI per episodio di polmonite e insufficienza respiratoria. Il fabbisogno insulinico basale è stato adeguato dall’algoritmo PID in modo automatico con adattamento quotidiano della dose di insulina, anche in occasione delle sedute emodialitiche.
Conclusioni. L’utilizzo del sistema AHCL si è dimostrato sicuro, efficace e flessibile nel raggiungimento del compenso metabolico sia durante la dialisi che nei periodi interdialitici ed anche durante una grave acuzie, con un ottimo controllo dei valori glicemici durante la stessa.
Parole chiave: Nefropatia diabetica, CGM, HbA1c, Emodialisi, AHCL



