Marzo Aprile 2026 - Our Stories: Journeys in Nephrology

Lionello Scarpioni nel ricordo del figlio Roberto

Abstract

This article describes the figure of Lionello Scarpioni, on the centenary of his birth, as emerges from the memories of his son Roberto, who is also a nephrologist. Graduated in Medicine in 1952 at Parma University, Lionello focused, since the beginning, on kidney diseases. In this context, in addition to intense clinical activity, he developed, with Rosario Maiorca, a strong interest in proteinuria, which led to the publication of an important and innovative monograph. In 1968, Lionello, having moved to Piacenza, continued to carry out intense clinical and research activities, especially on continuous ambulatory peritoneal dialysis and on diuresis and diuretic drugs. In conclusion, a very good example of a professional life dedicated to improving the care of kidney patients and to the development of clinical research.

Keywords: history of nephrology, history of Italian nephrology, history of peritoneal dialysis

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Introduzione di Giovanni B. Fogazzi

Questo articolo descrive la figura di Lionello Scarpioni, nel centenario della sua nascita, quale emerge dai ricordi del figlio Roberto, anch’egli nefrologo e da molti anni direttore della Unità Operativa Complessa di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale “Guglielmo da Saliceto” di Piacenza. Laureatosi in Medicina nel 1952 all’Università di Parma, Lionello si è occupato fin dall’inizio delle malattie renali, lavorando nel gruppo del professor Luigi Migone, uno dei padri della nefrologia italiana. In tale contesto, oltre a una intensa attività clinica ha sviluppato, con il collega e carissimo amico di una vita Rosario Maiorca, un forte interesse per le proteinurie, che portò alla pubblicazione di una importante e innovativa monografia. Nel 1968 Lionello, trasferitosi a Piacenza, dove dapprima ha diretto la Divisione di Medicina e poi la Divisione di Nefrologia, ha continuato a svolgere una intensa attività clinica e di ricerca, soprattutto sulla dialisi peritoneale continua domiciliare, su cui organizzò due congressi internazionali, e sulla diuresi e i farmaci diuretici, su cui pubblicò tre monografie. Lionello ebbe anche una profonda passione per la fotografia, che praticò spesso nel corso di incontri scientifici e congressi, per ritrarre i molti amici e colleghi. In conclusione, un esempio di vita professionale dedicata al miglioramento della cura dei malati nefropatici e allo sviluppo della ricerca clinica, e un modello per le nuove generazioni di nefrologi.

 

Lionello Scarpioni nel ricordo del figlio Roberto

Nato a Cortemaggiore (Piacenza) il 17/12/1926, Lionello Scarpioni, mio padre, conseguì la laurea in Medicina all’Università di Parma nel 1952 dove divenne presto assistente volontario nell’Istituto di Patologia Speciale Medica.

Nel 1959 mio padre conseguì la libera docenza (solo in questo modo allora si poteva sperare di diventare professore) in Chimica e Microscopia Clinica e, nel 1963, in Patologia Speciale Medica. Nel 1966 divenne assistente ordinario presso l’Istituto di Clinica Medica di Parma, che dal 1963 era diretto da Luigi Migone (1912-2002), succeduto a Michele Bufano (1901-1993).

Già alla fine degli anni Cinquanta Parma era un centro molto attivo nell’ambito nefrologico, e il 28 aprile 1957 Bufano sotto la spinta di Migone, a quel tempo suo aiuto, vi organizzò “Il primo Simposio de Nefropatologia”, dedicato alla “fisiopatologia del glomerulo”, simposio che fu poi considerato il primo congresso della Società Italiana di Nefrologia [1]. Il fermento del gruppo era testimoniato dalle figure che, allora assistenti o aiuti, avrebbero poi formato buona parte del nucleo della nascitura scuola italiana di Nefrologia: Alberico Borghetti, Almerico Novarini, Vittorio Andreucci, Rosario Maiorca, Giuseppe La Greca, Vincenzo Cambi, Antonio dal Canton ed altri che certamente scordo.

A Parma svolse una intensa attività clinica e, allo stesso tempo, di ricerca sulle proteinurie, in stretta collaborazione con Rosario Maiorca (1930-2023) (Saro, come veniva confidenzialmente chiamato dagli amici, con il quale mio padre ebbe un profondo e solido rapporto di amicizia) e altri giovani colleghi, utilizzando tecniche a quel tempo innovative, quali i diversi tipi di elettroforesi, la cromatografia, la gel-filtrazione, ed altre. Tale attività portò alla analisi di tutti gli aspetti delle proteinurie e alla pubblicazione, nel 1968, della monografia “Le Proteinurie. Fisiopatologia e Diagnostica” [2] (Figura 1). Tale opera, che Migone nella Prefazione descrisse come “il frutto di un sistematico studio condotto durante un decennio nell’Istituto di Patologia Medica di Parma, con seria preparazione dottrinale e intelligente spirito di iniziativa e indefesso lavoro e appassionata dedizione”, consiste in un volume di 313 pagine suddiviso in nove capitoli, il più importante dei quali, di 110 pagine e con 265 voci bibliografiche, sulle “Proteinurie patologiche” quali si riscontravano in un ampio spettro di condizioni cliniche, dalle più frequenti e a quel tempo note, quali le glomerulonefriti, a quelle meno conosciute quali le tubulopatie, il mieloma e le forme “da posizione, da sforzo, da farmaci”. L’opera ebbe un forte impatto sia a livello nazionale che internazionale, si aggiudicò il prestigioso Premio Fiuggi per ricerche nefrologiche, fu presentata in convegni internazionali e venne tradotta in lingua spagnola [34]. Su tale argomento mio padre fu invitato a tenere alcune relazioni in Argentina.

Piatto anteriore del volume “Le Proteinurie”.
Figura 1. Piatto anteriore del volume “Le Proteinurie”.

Nel 1968 mio padre lasciò Parma per trasferirsi a Piacenza e dirigere la II Divisione Medica dell’Ospedale Civile, dove rimase fino al 1992, anno del suo pensionamento (Figura 2). Nei primi anni tale Divisione comprendeva l’ematologia, l’epatologia, le malattie infettive, la cardiologia, la reumatologia, e la nefrologia. Anche in quel contesto continuò a svolgere una intensa attività di ricerca e clinica, essendo per lui la regola effettuare la visita in reparto anche nei giorni festivi, Natale e Capodanno inclusi.

Lionello Scarpioni, primario della Divisione di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Piacenza.
Figura 2. Lionello Scarpioni, primario della Divisione di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale di Piacenza.

Nel 1971 fece installare nella Divisione di Medicina tre reni artificiali, che aveva visto per la prima volta a Seattle, dove si era recato insieme all’amico Maiorca, nell’istituto diretto da Belding Scribner, a quel tempo il più avanzato nel campo dell’emodialisi negli Stati Uniti. Quegli apparecchi all’inizio venivano acquistati con sovvenzioni e donazioni da parte di privati, non essendo inizialmente riconosciuta la dialisi come terapia nell’ambito del sistema sanitario. Nel corso degli anni il numero dei pazienti sottoposti a emodialisi cronica aumentò progressivamente fino a raggiungere i 110 nel 1992, a fronte dei 7 del 1971.

Sempre nel 1971, mio padre avviò anche un programma di dialisi peritoneale domiciliare che crebbe molto nel tempo e divenne per lui sempre più importante. Infatti, su questo argomento organizzò due convegni, il primo sulla dialisi peritoneale cronica, il 19 marzo 1978 a Piacenza [5], e il secondo sulle nuove tendenze in tale settore, il 28-29 ottobre 1989 a Croara di Gazzola (Piacenza) [6] (Figura 3). Entrambi i convegni videro la partecipazione di molti esperti, sia italiani che stranieri.

Piatto anteriore del volume degli atti del convegno tenutosi a Croara di Gazzola nell’ottobre 1989.
Figura 3. Piatto anteriore del volume degli atti del convegno tenutosi a Croara di Gazzola nell’ottobre 1989.

Un altro argomento clinico che ha interessato molto e per lungo tempo mio padre è stato “la diuresi e i diuretici”, sul quale ha pubblicato tra il 1967 e il 1989 tre monografie per la Casa Editrice Il Ponte, le prime due come unico autore, l’ultima in collaborazione con Amedeo De Vecchi, nefrologo del padiglione Croff del Policlinico di Milano (Figura 4) [79]. I tre volumi hanno una impostazione simile nei contenuti, che comprendono gli aspetti anatomici e funzionali della diuresi, sia fisiologici che patologici, i farmaci diuretici e il loro impiego pratico nelle varie patologie. Ogni edizione, notevolmente aggiornata approfondita e ampliata, con pagine, capitoli, e voci bibliografiche sempre più numerose rispetto alla precedente. Anche queste monografie furono ben accolte, come sottolinea anche Luigi Minetti, a quel tempo presidente della Società Italiana di Nefrologia, nell’Introduzione del volume del 1989 [9]: “…Ne è uscita una opera nuova, che però ha conservato il molto di buono che c’era nella precedente e che ne ha mantenuto il formato e il carattere pratico e divulgativo. Un libro, insomma, che merita di avere lo stesso successo delle edizioni precedenti”.

Piatto anteriore del volume “Acqua e Sali Diuresi e Diuretici”.
Figura 4. Piatto anteriore del volume “Acqua e Sali Diuresi e Diuretici”.

Oltre alle monografie sopra descritte e alle relazioni in congressi [10, 11] e corsi internazionali [12], mio padre ha pubblicato molti articoli su diversi argomenti in riviste mediche sia nazionali che internazionali, 75 dei quali, sono ripostati in PubMed, nel periodo 1954-1996 [13, 14].

Tra le sue attività scientifiche vi fu anche quella di redattore capo, dal 1970 al 1985, della rivista nazionale “La Ricerca” (e nel nome c’era già detto tutto), focalizzata sulla Medicina Interna con attenzione particolare alla Nefrologia.

Mio padre ebbe sempre un grande interesse per la tecnologia applicata alla medicina, con una attenzione particolare per strumenti sempre aggiornati per il “suo” laboratorio che aveva fortemente voluto adiacente al suo studio nell’ospedale di Piacenza, dove personalmente esaminava vetrini al microscopio (di sangue, urine, tessuti) e continuava a eseguire ricerche sulle proteinurie, anche aspirando con la bocca, tramite lunghe pipette di vetro, campioni urinari.  Inoltre, a metà degli anni Ottanta era riuscito a dotarsi di uno dei primi ecografi, dapprima in M-mode di una difficoltà interpretativa notevole, per la diagnostica addominale e renale e per l’esecuzione delle biopsie renali. Sempre in quegli anni aveva acquistato uno dei primi personal computer per effettuare ricerche sulla rete internet che stava nascendo o per preparare le diapositive per le sue lezioni.

Mio padre fu coinvolto anche nelle attività della Società Italiana di Nefrologia, della quale divenne per due mandati Membro del Consiglio Direttivo e successivamente Segretario durante la presidenza di Vittorio Bonomini (1988-1990).

Famoso tra i colleghi era anche il suo grande interesse per la fotografia (Figura 5). Mio padre arrivò ad avere contemporaneamente decine di macchine fotografiche che, appena uscite sul mercato, andava a comprare in giro per il mondo. Una volta acquistate, andava poi spesso a farsi spiegare i loro segreti dai fotografi del quotidiano locale di Piacenza “Libertà”. Famosi i suoi scatti nei momenti di svago dai congressi quando aspettava il momento buono per immortalare i colleghi e gli amici in pose simpatiche lontano dalla ufficialità congressuale. Molto ampio il suo archivio fotografico.

Lionello Scarpioni fotografo.
Figura 5. Lionello Scarpioni fotografo.

Un altro aspetto della personalità di mio padre erano i rapporti di amicizia e collaborazione che ebbe con molti colleghi nefrologi. Tra questi, oltre al sopra citato “Saro” Maiorca (Figura 6), voglio ricordare Giuseppe La Greca con cui spesso partecipava a convegni nazionali e internazionali, tanto che una volta mia mamma, continuando a sentire riportare il nome di “la greca”, senza ancora averlo conosciuto di persona, sbuffò dicendo “ma chi sarebbe questa fantomatica dottoressa greca sempre presente ai vostri convegni?”.

Lionello Scarpioni, Rosario Maiorca, Anita (moglie di Lionello); dietro Quirino Maggiore, con la pipa, e Giuseppe Piccoli, senza pipa.
Figura 6. Da sinistra: Lionello Scarpioni, Rosario Maiorca, Anita (moglie di Lionello); dietro Quirino Maggiore, con la pipa, e Giuseppe Piccoli, senza pipa.

Altri rapporti di amicizia stretta, che andava oltre l’interesse per la Medicina, furono quelli con Luigi Minetti e Giuseppe D’Amico di Milano, Antonio Vercellone e Giuseppe Piccoli di Torino, Francesco Locatelli di Lecco, Alberto Albertazzi di Modena, Pietro Zucchelli e Vittorio Bonomini di Bologna, Marcello Amato di Prato, Vincenzo Cambi di Parma, che furono spesso compagni di viaggi e congressi (Figure 7 e 8).

Silvano Lamperi (a sinistra) con Antonio Vercellone (dall’archivio fotografico di L. Scarpioni).
Figura 7. Silvano Lamperi (a sinistra) con Antonio Vercellone (dall’archivio fotografico di L. Scarpioni).
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Figura 8. Da sinistra: Luigi Minetti, Vittorio Bonomini, Giuseppe D’Amico, Quirino Maggiore (dall’archivio fotografico di L. Scarpioni).

Da figlio che ha provato a seguire le orme del padre spero che queste righe possano essere di piacevole ricordo per i suoi amici e di interesse per i giovani nefrologi di oggi, affinché possano vedere in lui, come in molti altri nefrologi di quegli anni pionieristici per la nefrologia, quelle grandi competenze, curiosità e passione per la propria professione che hanno fatto crescere dal nulla la nostra specialità.

 

Bibliografia

  1. Fogazzi GB. 28 aprile 1957: La fondazione della Società Italiana di Nefrologia. In: Fogazzi GB, Schena FP. Persone e Fatti della Nefrologia Italiana (1957-2007). Milano, Wichtig: 2007, pp. 135-42.
  2. Maiorca R, Scarpioni L. Le Proteinurie. Roma, Il Pensiero Scientifico Editore: 1968.
  3. Giuliano Brunori intervista Rosario Maiorca. In: Schena FP, Fogazzi GB. Interviste con la Storia della Nefrologia Italiana. Milano, Wichtig: 2016, pp. 116-25.
  4. Maiorca R, Fogazzi GB. I primi anni della scuola nefrologica di Parma raccontata da uno dei suoi allievi. Giorn Ital Nefrol 2019: anno 36, vol 6, N° 12.
  5. Scarpioni L (Editor). Proceedings Symposium on Chronic Peritoneal Dialysis. Piacenza, March 19th, 1978. Milano, Wichtig: 1978.
  6. Scarpioni L, Ballocchi S (Editors). Evolution and Trends in Peritoneal Dialysis. International Meeting, Croara di Gazzola (PC), October 27-28, 1989. Basel, Karger: 1990.
  7. Scarpioni L. Aggiornamento di fisiopatologia della diuresi e di terapia diuretica. Milano, Casa Editrice il Ponte: 1967.
  8. Scarpioni L. Diuresi e Diuretici. Milano, Casa Editrice il Ponte: 1972.
  9. Scarpioni L, De Vecchi A. Acqua e Sali Diuresi e Diuretici. Milano, Casa Editrice il Ponte: 1989.
  10. Scarpioni L, Poisetti P, Bellocchi S, Bergonzi G, Mistraletti C. Protein loss and compensation in uremic patints during peritoneal dialyis. In: Scarpioni L (Editor). Proceedings Symposium on Chronic Peritoneal Dialysis. Piacenza, March 19th, 1978. Milano, Wichtig: 1978, pp. 76-83.
  11. Scarpioni L, Ballocchi S, Castelli A, Cecchettin M, Poisetti PG. Continuous ambulatory peritonea dialysis in diabetic patients. In: Scarpioni L, Ballocchi S (Editors). Evolution and Trends in Peritoneal Dialysis. International Meeting, Croara di Gazzola (PC), October 27-28, 1989. Basel, Karger: 1990, pp. 60-74.
  12. Scarpioni L. Protein losses in patients undergoing peritoneal dialysis. In: La Greca G, Biasioli S, Ronco C (Editors). Proceedings of the First International Course on Peritoneal Dialysis Vicenza Italy. Milano, Wichtig: 1982, pp. 417-29.
  13. Fiaccadori F, Scarpioni L. Attività fosfatasica e sua determinazione quantitativa nei tessuti animali. Arch Maragliano Patol Clin 1954; 9: 575-88.
  14. Scarpioni L, Ballocchi S, Scarpioni R, Cristinelli L. Peritoneal dialysis in diabetics. Optimal insulin therapy on CAPD: intraperitoneal versus subcutaneous tretament. Perit Dial Int. 1996; 16 supl 1: S3275-78.