Protetto: ADPKD ed aneurismi intracranici: indicazioni per screening, follow-up e gestione clinica

Abstract

La malattia renale policistica autosomica dominante dell’adulto (ADPKD) è la più frequente nefropatia ereditaria e rappresenta la quarta causa di insufficienza renale terminale in Europa. L’ADPKD è una malattia sistemica; accanto al noto coinvolgimento renale, caratterizzato da formazione e crescita di cisti renali che portano al sovvertimento del parenchima renale stesso ed al deterioramento della funzione renale fino ad end-stage renal disease, si possono osservare con frequenza variabile coinvolgimenti extrarenali quali cisti in altri organi, diverticolosi, valvulopatie cardiache, ernie della parete addominale ed inguinali, anomalie vascolari. Tra le complicanze extrarenali, la rottura di aneurismi cerebrali è tra le più serie in pazienti ADPKD. L’obiettivo di questa review è fornire delle indicazioni utili per il clinico per definire il rischio di aneurismi intracranici nella popolazione ADPKD, individuare quali pazienti sottoporre a screening, con che frequenza e con quali metodiche diagnostiche, stimare il rischio di rottura di eventuali aneurismi intracranici che possano necessitare un approccio interventistico.

Parole chiave: ADPKD, aneurismi intracranici, screening, rischio di rottura, trattamento

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Screening della Malattia di Fabry nei Pazienti in Terapia Renale Sostitutiva nella Provincia di Modena

Abstract

Introduzione
La malattia di Fabry è una rara malattia genetica legata al cromosoma X caratterizzata dall’accumulo sistemico di globotriaosilceramidi, causata dal deficit dell’enzima α-galattosidasi A. Poichè la prevalenza della malattia di Fabry non è nota sul territorio regionale, abbiamo condotto uno studio per determinare la prevalenza di questa patologia nella città di Modena.

Materiali e Metodi
E’ stato condotto uno screening della malattia di Fabry nei pazienti in terapia sostitutiva renale che afferiscono al Policlinico di Modena. Nei maschi è stata testata l’attività dell’α-galattosidasi A e, se positiva, l’analisi genetica e l’analisi del Lyso-Gb3. Nelle femmine è stata eseguita l’analisi genetica; in caso di mutazioni geniche veniva effettuato il dosaggio della globotriaosilsfingosina (Lyso-Gb3).

Risultati
Il test è stato eseguito su 388 pazienti di cui 166 trapiantati, 41 in dialisi peritoneale e 181 emodializzati, sia maschi che femmine. Oltre il 35% dei pazienti studiati non presentava una diagnosi etiologica della nefropatia di base. In fase di screening, il Lyso-Gb3 si è dimostrato più specifico del test dell’α-galattosidasi A (100% vs. 82.5%). Sono state identificate due varianti genetiche: c.13 A>G p.(Asn5Asp), variante probabilmente benigna, e c.937 G>T p.(Asp313Tyr), di significato incerto. Entrambe le pazienti non presentavano né sintomi né storia anamnestica compatibili con la malattia di Fabry.

Conclusioni
L’identificazione di varianti di significato incerto come la c.937G>Tp.(Asp313Tyr) evidenzia i limiti dell’analisi genetica nell’identificazione di un disordine genetico. Ulteriori studi sono necessari per definire la prevalenza della malattia e valutare l’utilità del Lyso-Gb3 in fase di screening.

PAROLE CHIAVE: Malattia di Fabry; Screening; Lyso-Gb3; c.13 A>G p. Asn5Asp; c.937 G>T p.(Asp313Tyr); D313Y; α-galattosidasi A.

Introduzione

La Malattia di Anderson Fabry è una malattia genetica legata al cromosoma X dovuta al deficit enzimatico dell’α-galattosidasi A per mutazioni del gene GLA (1). L’α-galattosidasi A è un enzima lisosomiale responsabile del metabolismo degli glicosfingolipidi. La sua carenza determina l’accumulo di globotriaosilceramidi (GL-3, Gb 3, CTH) nei lisosomi e di globotriaosilsfingosine (Lyso-GL-3, Lyso-Gb3) nel circolo ematico (2). 

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