Abstract
Background. Una collaborazione efficace tra medici di medicina generale (MMG) e nefrologi è fondamentale per ottimizzare la gestione della malattia renale cronica (CKD). Il progetto TOSCA-CKD (Treatment Optimization and Standard of Care Adherence in CKD Primary Care) ha avuto l’obiettivo di valutare l’implementazione delle linee guida e l’utilizzo di terapie nefroprotettive nella medicina generale.
Metodi. I dati clinici sono stati raccolti dalle cartelle elettroniche dei medici di base in 12 regioni italiane. Le informazioni sono state analizzate al basale (T0) e dopo 6 mesi (T6) di collaborazione con i nefrologi. Durante questo periodo osservazionale, i MMG hanno partecipato a programmi di formazione a distanza, che includevano webinar condotti da esperti e discussione di casi clinici.
Risultati. Hanno partecipato allo studio 76 MMG e 9 nefrologi, valutando una coorte di 124,759 pazienti. L’utilizzo del test uACR (rapporto urinario albumina/creatinina) è aumentato del 23.3% da T0 a T6 (dal 3.0% al 3.7%; p < 0.001). Analogamente, l’utilizzo del calcolo del eGFR è aumentato del 15.2% (dal 29.7% al 34.2%; p < 0.001). La diagnosi di CKD è aumentata del 17,5% tra i pazienti con eGFR < 60 mL/min/1,73 m² (dal 4% al 4.7%) e del 40% tra i pazienti con ACR > 30 mg/g (dallo 0.5% allo 0.7%). L’uso di ACEi/ARB si è mantenuto stabile intorno al 50%, mentre il trattamento con SGLT2i, il nuovo standard terapeutico secondo le attuali linee guida sulla CKD, è aumentato del 29.8% (dal 4.7% al 6.1%).
Conclusioni. Il progetto TOSCA-CKD ha dimostrato che la formazione a distanza dei MMG e un approccio strutturato di co-gestione con i nefrologi migliorano significativamente l’identificazione precoce e la gestione della CKD nella medicina generale.
Parole chiave: malattia renale cronica, medicina generale, terapia medica basata sulle linee guida, screening, SGLT2i





