Protetto: Analisi degli esiti del percorso ambulatoriale per la Malattia Renale Avanzata (MaReA): focus sui pazienti non autonomi

Abstract

Introduzione. La malattia renale cronica (MRC) rappresenta una sfida sanitaria globale. Il programma ambulatoriale per la malattia renale avanzata (MaReA) è un modello organizzativo che prepara i pazienti alla terapia sostitutiva renale (TRS), promuovendo una scelta informata e l’inizio tempestivo del trattamento. La dialisi peritoneale (DP) è una terapia domiciliare che offre maggiore autonomia, ma la sua applicabilità dipende da diversi fattori.
Obiettivo. Lo scopo di questo studio è analizzare gli esiti di un programma MaReA, con particolare attenzione alla valutazione dell’idoneità alla DP, all’autonomia del paziente e al ruolo del caregiver.
Materiali e metodi. È stata condotta un’analisi retrospettiva su una coorte di pazienti con MRC di stadio 5 arruolati nel programma MaReA. L’analisi si è concentrata sull’idoneità alla DP, sull’esito del programma per i pazienti idonei, sul grado di autonomia raggiunto e sulla disponibilità e tipologia di caregiver per i pazienti non autosufficienti.
Risultati. La valutazione ha mostrato che il 61,2% dei pazienti è stato ritenuto idoneo alla DP. Tra i pazienti idonei che hanno completato il programma, è stato osservato un alto tasso di adozione della dialisi peritoneale (DP). Per la percentuale di pazienti non autosufficienti, la presenza di un caregiver è essenziale.
Conclusioni. Il programma MaReA è uno strumento efficace per identificare i candidati alla DP e prepararli adeguatamente. I caregiver svolgono un ruolo fondamentale nell’accesso all’assistenza domiciliare per una sottopopolazione di pazienti fragili. È necessario sviluppare strategie di supporto e implementare programmi di telemedicina e dialisi peritoneale assistita per ampliare l’accesso alla DP.

Parole chiave: malattia renale cronica avanzata, marea, dialisi peritoneale, caregiver, DP assistita, telemedicina

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La dialisi peritoneale in Italia: 9° censimento del GPDP-SIN 2024. Venti anni di monitoraggio della dialisi peritoneale

Abstract

Obiettivi. Si presentano i risultati del 9° Censimento (Cs-24) Nazionale della Dialisi Peritoneale in Italia, effettuato nel 2025 dal Gruppo di Progetto Dialisi Peritoneale della Società Italiana di Nefrologia e relativo all’anno 2024.
Materiali e metodi. Il Censimento è stato condotto nei 228 centri non pediatrici che hanno utilizzato la Dialisi Peritoneale (DP) nel 2024. I risultati sono stati confrontati con i Censimenti precedenti effettuati dal 2005.
Risultati. Incidenza: Nel 2024 hanno iniziato la DP (1° trattamento per ESRD) 1.398 pazienti (CAPD = 55,1%). Il 40,2% ha iniziato la DP in modo incrementale in 155 Centri. Il catetere è posizionato solo dal Nefrologo nel 19,2% dei casi specificati. Prevalenza: I pazienti in DP al 31/12/2024 erano 4.322 (CAPD = 43,7%). Il 21,4% dei pazienti prevalenti era in DP assistita (caregiver familiare: 86,2%). Out: Nel 2024 l’uscita dalla DP è stata (ep/100anni-pz): 12,7 in HD; 9,7 morte; 8,5 Tx. La principale causa di trasferimento alla HD rimane la peritonite (21,8%), della quale è confermato il calo negli anni (Cs-05: 37,9%). Peritoniti/peritoniti sclerosanti (EPS): L’incidenza di peritoniti nel 2022 (647 episodi) è stata 0,164 ep/anno-pz. L’incidenza di nuovi casi di EPS nel 2023-24 (9 casi) è invariata. Altri risultati: Il PET al 3,86% si conferma il test più utilizzato (58,1%), la maggior parte dei Centri non effettua Visite Domiciliari (54,1%), il training è effettuato prevalentemente in Centro (49,1% dei Centri).
Conclusioni. Il Cs-24 conferma i buoni risultati della DP, in lieve ripresa, in Italia.

Parole chiave: Dialisi Peritoneale, fallimento della tecnica, Dialisi Peritoneale incrementale, peritoniti, assisted PD

Introduzione

Il Gruppo di Progetto della Dialisi Peritoneale (GPDP) della Società Italiana di Nefrologia (SIN) indaga periodicamente lo stato della Dialisi Peritoneale (DP) in Italia mediante un Censimento condotto nei Centri che la utilizzano [17]. L’ultima edizione, relativa al 2022 [7], dimostrava una riduzione dell’incidenza e della prevalenza della DP rispetto il 2016 (l’edizione del 2019, condotta in piena pandemia COVID, era risultata incompleta).

All’edizione attuale, la Nona, relativa all’anno 2024, ha aderito, come la precedente del 2022, nuovamente il 100% dei Centri che utilizzano la DP. Ricordiamo però che tali Centri rappresentano circa i due terzi dei Centri pubblici (nei rimanenti la DP non è disponibile come servizio). Se poi si considera che i Centri privati non utilizzano la DP ne consegue che la metodica è prevista in una minoranza dei Centri Dialisi italiani ed è utilizzata come vedremo in meno del 10% dei pazienti in Dialisi. Le ragioni di un quadro così sconfortante furono già indagate nel primo Censimento condotto dalla SIN nel 2004 [8] e dal Questionario condotto dal Gruppo di Studio della Dialisi Peritoneale nel 2007 [9] e, se verosimilmente sono in parte ancora le stesse, nuovi fattori sembrano ostacolare la diffusione della DP.

L’edizione attuale presenta diversi motivi di interesse e di novità. Innanzittutto è la seconda edizione  “post COVID”. Il numero di Centri che hanno partecipato utilizzando il nuovo sistema di raccolta dati avviato durante la pandemia  [6] è aumentato significativamente consentendo una maggior precisione dei dati raccolti. Il Censimento ha indagato, per la seconda volta in maniera completa, non solo l’incidenza ma anche l’etiologia delle peritoniti ed alcuni aspetti strutturali dei Centri DP quali il personale dedicato ed il training mentre per la prima volta è stata possibile una analisi completa dei pazienti avviati alla DP non per ESRD ma per cardiopatia ed a cui sarà dedicata una prossima analisi dettagliata.

In questo report sono presentati i risultati della 9° edizione, condotta nei primi mesi del 2025, relativa all’anno 2024, confrontati con quelli degli anni precedenti.

Infine il report è completato dai risultati del primo Audit Nazionale della Dialisi Peritoneale nel quale sono stati considerati alcune delle pratiche più dibattute della DP (in preparazione).

 

Materiali e metodi

Il Censimento del GPDP consiste nella raccolta di dati aggregati relativi alla DP ed è rivolto a tutti i Centri, non pediatrici, che hanno utilizzato la DP nell’anno censito.

Raccolta dati

Come per il 2022 [7] i dati aggregati sono stati raccolti in due modi diversi. La prima modalità, analitica, è stata effettuata attraverso un software sviluppato appositamente per il progetto, una sorta di cartella clinica in cui inserire sistematicamente i singoli pazienti ed esportare i dati, in forma aggregata. Per la protezione della privacy il programma è stato sviluppato senza una componente cloud per cui tutti i dati inseriti sono conservati in locale e la possibilità di backup su server è demandata all’operatore. Tale sistema presenta diversi limiti logistici e di calcolo di cui il principale è la necessità di aggiornare la versione del programma, arrivata per il 2024 alla 4.0, alle informazioni da “estrarre”.

Per il 2024 il numero di Centri che hanno utilizzato questo sistema è rimasto sostanzialmente invariato rispetto il 2022 (Cs-19:110 Centri; Cs-22: 175 Centri; Cs-24: 170 Centri). Per i rimanenti 58 Centri è stata utilizzata la modalità tradizionale di raccolta dati mediante la compilazione del questionario on-line utilizzato per le edizioni precedenti.

Complessivamente il Cs-24 riporta i dati di 228 Centri pari al 100% dei Centri DP italiani. Delle 9 edizioni del Censimento solo quella relativa al 2019 è risultata incompleta (198 Centri).

Centri partecipanti

L’elenco iniziale dei Centri pubblici che utilizzavano la DP, rilevati nel primo Censimento della SIN condotto per l’anno 2004 [8], è stato aggiornato negli anni dalle partecipazioni  a Congressi, Convegni e successivi Censimenti della SIN con una ulteriore verifica per il 2024 condotta dai referenti regionali del GPDP sulla base della conoscenza del proprio territorio.

I Centri che hanno trattato in DP almeno 1 paziente nel 2024 sono stati 228. Mentre per la DP tutti i Centri hanno risposto alle domande di incidenza e prevalenza, 46 Centri non hanno fornito i dati di incidenza e/o prevalenza della HD (Figura 1).

Centri che hanno trattato con la DP nel 2024 per almeno 1 paziente
Figura 1. Centri che hanno trattato con la DP nel 2024 per almeno 1 paziente. Tutti hanno inviato i dati relativi alla DP, 46 di questi non hanno inviato i dati di incidenza e prevalenza relativi alla HD. Il sistema utilizzato per l’invio dei dati è stato ancora quello tradizionale, che prevede l’inserimento dei dati aggregati, per 58 Centri.

Informazioni

La struttura del Censimento prevede un gruppo di informazioni ripetute, rimaste invariate dalla prima edizione del 2005 [1], relative ad incidenza, prevalenza, cambio od interruzione di metodica, DP assistita, peritoniti e DP non renale. A queste, dal 2008, è stata aggiunta la peritonite sclerosante incapsulante (EPS); dal 2010 [2], le visite domiciliari ed il test di equilibrio peritoneale (PET).  Dall’edizione del 2016 [5], sono state riprese le domande sui cateteri. Inoltre con la modalità analitica di raccolta dati, avviata dal 2019 e perfezionata nell’attuale edizione, sono disponibili le informazioni sulle cause della Insufficienza Renale, sulle cause di morte, su alcuni aspetti organizzativi, quali modalità del training e risorse disponibili, sull’etiologia delle peritoniti ed è stato possibile, per la prima volta in maniera completa, analizzare separatamente i pazienti avviati alla DP per motivazioni non renali.

Verifiche dei dati e confronti

I dati inizialmente raccolti sono stati sottoposti ad una prima analisi di congruenza. Quelli incoerenti sono stati corretti, ove possibile, attraverso un recall telefonico oppure considerati mancanti o incompleti, a seconda dei casi. Le eventuali correzioni ed il numero di Centri coinvolti sono riportati in dettaglio nella presentazione dei singoli risultati.

Definizioni e calcoli

Sono stati considerati pazienti incidenti tutti quelli immessi come primo trattamento in DP ed in HD nel periodo 01/01/2024-31/12/2024. Tra questi, sono stati considerati in DP incrementale (Incr-DP) con CAPD (Incr-CAPD) e APD (Incr-APD) i pazienti che effettuavano rispettivamente ≤2 scambi/die o ≤4 sedute/settimana. La prevalenza è stata riferita ai pazienti in trattamento dialitico al 31 dicembre. Tra i prevalenti la necessità di assistenza è riferita al coinvolgimento di un caregiver nell’esecuzione delle procedure dialitiche. Per la prima volta è stato possibile analizzare separatamente i pazienti avviati alla DP per motivi non renali, anche se, come già detto, solo per i Centri che hanno utilizzato per l’invio dei dati, il sistema analitico. Le motivazioni non renali alla DP considerate sono state quella cardiaca e quella epatica.

Il calcolo del follow up cui rapportare gli eventi rappresenta sempre l’aspetto critico del Censimento. Nell’impossibilità di calcolare il dato reale (somma dei periodi che tutti i pazienti hanno trascorso in DP nel 2024) il follow up è sempre stato stimato dalla media dei pazienti prevalenti a inizio e fine anno, metodo che è anche stato recentemente validato [10]. I pazienti prevalenti ad inizio anno sono stati calcolati aggiungendo e sottraendo, ai prevalenti di fine anno, rispettivamente le uscite per tutte le cause e gli ingressi dalla DP (informazioni disponibili). Da quest’anno è stato perfezionato, per i 170 Centri che hanno utilizzato il programma “4.0”,  il calcolo del follow up esatto, tuttavia, il numero consistente di Centri che ha inviato i dati in maniera tradizionale ci costringe ad utilizzare anche per questa edizione il follow up stimato che, come già osservato [7] sottostima quello reale.

Le uscite dalla DP registrate nell’anno censito sono state rapportate a 100 anni-paziente di follow up mentre per le peritoniti l’incidenza è stata calcolata come episodi/anni-paziente (ep/anno-pz). Gli episodi di EPS si riferiscono a tutto il biennio 2023-24. Il Censimento è una “fotografia” della realtà, pertanto l’analisi statistica è stata limitata alla ricerca di eventuali differenze con il test Chi quadro dove indicato. La DP incrementale e la DP per cardiopatia saranno oggetto di due prossime analisi.

 

Risultati

Incidenza e modalità iniziale

I pazienti che hanno iniziato la DP nel 2024 come primo trattamento sono stati 1.398, di cui 770 mediante CAPD e 628 mediante APD. Per quanto riguarda l’HD, i Centri che hanno fornito i dati di incidenza e prevalenza sono stati 182 (Figura 1). In questi 182 Centri, i pazienti che hanno iniziato la DP sono stati 1.132 e quelli che hanno iniziato la HD, sempre come primo trattamento, sono stati 4.734, per una incidenza percentuale della DP del 19,3% (Tabella I) (Figura 2) sostanzialmente invariata rispetto il 2022. E’ evidente che tale incidenza percentuale della DP è sovrastimata perché riferita ai Centri che utilizzano la metodica che, come detto, sono comunque una minoranza dei Centri dialisi italiani, pubblici e privati. Per tentare una stima corretta della reale incidenza della DP in Italia abbiamo utilizzato l’incidenza per milione di abitanti (pmp) del Registro Italiano di Dialisi e Trapianto (RIDT) che per il 2023 è stata di 168 pmp (dati anticipati per la cortesia del Dott. Maurizio Nordio). Rapportata alla popolazione italiana del 31/12/2023 (dati ISTAT disponibili) i pazienti che hanno iniziato la DP sono quindi 23,7 pmp ovvero il 14,1% di tutti gli incidenti in Dialisi (Figura 3). Il dato si può considerare stabile rispetto gli anni precedenti.

Pazienti incidenti e modalità iniziale di DP nei Centri non pediatrici che hanno utilizzato la DP nel 2024 confrontati con gli anni precedenti
Tabella I. Pazienti incidenti e modalità iniziale di DP nei Centri non pediatrici che hanno utilizzato la DP nel 2024 confrontati con gli anni precedenti. Dal 2016 è costantemente aumentato il numero di Centri che non inviano i dati di incidenza della HD.
Figura 2. Numero di nuovi pazienti al 1° trattamento (incidenti) negli anni censiti
Figura 2. Numero di nuovi pazienti al 1° trattamento (incidenti) negli anni censiti. L’incidenza percentuale è calcolata sul totale degli incidenti (DP + HD). Dal 2016 una parte dei Centri non ha inviato i dati di incidenza della HD per cui la percentuale della DP è calcolata solo per i Centri che  hanno inviato i dati (giallo chiaro, asterisco). In cima ad ogni colonna è riportato il numero complessivo di pazienti incidenti. Ricordiamo infine che i dati del 2019 sono incompleti.
Figura 3. Incidenza e prevalenza della DP a livello nazionale
Figura 3. Incidenza e prevalenza della DP a livello nazionale. Il valore è stimato dai valori di incidenza e prevalenza per milione di abitanti di tutti i dializzati, forniti dal RIDT (per la cortesia del dott. Maurizio Nordio).

La modalità di DP iniziale più utilizzata rimane la CAPD (55,1%) (Figura 4) anche se,  come vedremo più avanti, sempre più legata alla DP incrementale.

Modalità dialitica nei pazienti incidenti e prevalenti (A) e nei pazienti provenienti da HD e da Tx all’inizio della DP (B).
Figura 4. Modalità dialitica nei pazienti incidenti e prevalenti (A) e nei pazienti provenienti da HD e da Tx all’inizio della DP (B).

Per la seconda volta, anche se limitatamente ai 170 Centri che hanno inviato i dati con il sistema 4.0 sono disponibili i dati relativi alla nefropatia di base e per la prima volta quelli relativi all’età media dei pazienti incidenti. Le condizioni nelle quali è maggiormente utilizzata la DP sono la Nefrangiosclerosi (24,2%) e la Glomerulonefrite cronica (21,7%). La nefropatia diabetica è causa di ESRD nel 14,4% dei casi, quella policistica nel 7,6% mentre nel 17,2% non è nota (Figura 5). L’età media dei pazienti incidenti in DP, calcolata come media ponderata delle medie aggregate dei 165 Centri che hanno fornito dati congruenti, è risultata di 64,3 anni (Figura 5).

Tipo di nefropatia nei pazienti incidenti in DP
Figura 5. Tipo di nefropatia nei pazienti incidenti in DP. L’informazione non era richiesta dal sistema tradizionale di invio dei dati per cui la ripartizione riportata in Figura è riferita a 1.068 pazienti di 170 Centri.

Infine, per la prima volta. È stato possibile stimare il numero di pazienti incidenti per cause non renali (insufficienza cardiaca ed epatica). Dei 1398 incidenti 72 (5,2%) hanno iniziato la DP per scompenso cardiaco e 3 (0,2%) per insufficienza epatica.

Il posizionamento del catetere peritoneale

Per il posizionamento del catetere sono stati considerati tutti gli ingressi. Esclusi 49 pazienti per dati incongruenti o mancanti nei rimanenti 1.349 pazienti incidenti nel 2024 rispetto al 2016 è aumentato ulteriormente il posizionamento effettuato dal solo chirurgo, stabile quello dal Chirurgo e Nefrologo insieme, diminuito quello effettuato dal solo Nefrologo (Figura 6) (Figura 7).

Operatore, tecnica di inserimento, tipo di anestesia utilizzate per i 1398 cateteri dei pazienti incidenti.
Figura 6. Operatore, tecnica di inserimento, tipo di anestesia utilizzate per i 1398 cateteri dei pazienti incidenti. Le percentuali nella tabella sono riferite ai 1349 cateteri con dati disponibili.
Figura 7. Confronto 2024 vs 2016 per gli operatori coinvolti nel posizionamento del catetere peritoneale.
Figura 7. Confronto 2024 vs 2016 per gli operatori coinvolti nel posizionamento del catetere peritoneale. La percentuale è stata calcolata anche escludendo i cateteri per i quali è riportata la risposta “altro” o non specificati. Si è ridotta significativamente la percentuale di cateteri inseriti dal solo Nefrologo (p<0,001).

La VLS è stata utilizzata nel 9,5% dei casi (Figura 7).

Dose dialitica iniziale – la dialisi peritoneale incrementale

Nel 2024 i pazienti che hanno iniziato la DP con modalità incrementale (Incr-DP) sono stati 562, pari al 40,2% del totale dei pazienti incidenti (Figura 8); i Centri con Incidenza nulla nel 2024 sono risultati 18, dei rimanenti 210 che hanno immesso almeno 1 paziente incidente (primo trattamento) la prescrizione incrementale è stata utilizzata in 155 Centri (73,8% dei Centri con incidenza non nulla, 68,0% di tutti i Centri), in ulteriore aumento rispetto gli anni precedenti.

Per i pazienti che iniziano la DP a dose incrementale la metodica più utilizzata è risultata, come negli anni precedenti, la CAPD (84,5%) al contrario dei pazienti che iniziano con una prescrizione “full dose” in cui è significativamente più utilizzata l’APD (66.3% – p<0,0001) (Figura 8). La CAPD è una modalità di DP sempre più legata alla prescrizione incrementale ed ai Centri che la praticano.

Figura 8. Dialisi Incrementale nel 2022.
Figura 8. Dialisi Incrementale nel 2022. Nelle colonne laterali è riportata la metodica di DP (CAPD  ed APD) utilizzata per i pazienti “incrementali” (a sinistra) e per quelli “full dose” (a destra). Come si vede la modalità è significativamente diversa secondo la prescrizione incrementale o a dose piena.

Negli anni il numero e la percentuale di pazienti incidenti in Incr-DP sono andati costantemente aumentando dal 11,9% del 2005 all’attuale 40,2% (Figura 9).

L’aumento registrato nel 2024 è da ricondurre sia ad un aumentato numero di Centri che la prescrivono (73,8% nel 2024, 63,0% nel 2022 mentre nel 2005 era il 29,2%), che all’aumentato numero di pazienti per i quali è prescritta in tali Centri (50,9% nel 2024 vs 47,8% nel 2022). La prescrizione incrementale sarà oggetto di una prossima dettagliata analisi.

Percentuale di pazienti sul totale degli incidenti che hanno iniziato la DP con una prescrizione incrementale
Figura 9. Percentuale di pazienti sul totale degli incidenti che hanno iniziato la DP con una prescrizione incrementale (2 o meno scambi in CAPD e 4 o meno sedute in APD) nel tempo.

Pazienti provenienti da altro trattamento

I pazienti trasferiti dalla HD alla DP nel 2022 sono stati 201 (Tabella II) (Figura10).

1° TRATT. DA HD DA TX INGRESSI DA HD (%) DA Tx (%)
2005 1443 89 25 1557 5,7 1,6
2008 1379 82 32 1493 5,5 2,1
2010 1429 126 36 1591 7,9 2,3
2012 1433 113 50 1596 7,1 3,1
2014 1652 161 46 1859 8,7 2,5
2016 1595 119 50 1764 6,7 2,8
2019 1363 125 44 1532 8,2 2,9
2022 1350 178 48 1576 11,3 3,0
2024 1398 201 57 1656 12,1 3,4
Tabella II. Pazienti (valore assoluto e percentuale su tutti gli ingressi) provenienti dalla HD e dall’esaurimento di un Trapianto.

Tale dato è nettamente inferiore, come atteso, al numero di pazienti trasferiti dalla DP alla HD (527 drop out nel 2024) ma in aumento sia in assoluto che percentuale: nel 2024 rappresenta infatti il 12,1% di tutti gli ingressi rispetto al 5,7% del 2005 (Figura 11). Se nel 2005 per 100 pazienti trasferiti dalla DP alla HD 17 seguivano il percorso inverso, nel 2022 questi ultimi sono risultati 38. Anche per quanto riguarda il rientro da Trapianto in DP numeri e percentuali sono in  lieve aumento  (Figura 12) anche se il valore percentuale rispetto al rientro in HD è reso più incerto dal sempre minor numero di Centri che inviano il dato (66,2% nel 2024, Figura 12)

Come atteso, per la verosimile minor FRR, la modalità di DP più utilizzata inizialmente in tali pazienti è l’APD al contrario di quanto osservato nei pazienti incidenti (Figura 4).

Figura 10. Ingressi in DP, somma degli Incidenti e dei trasferiti dalla HD e rientrati da un Tx esaurito.
Figura 10. Ingressi in DP, somma degli Incidenti e dei trasferiti dalla HD e rientrati da un Tx esaurito.
Figura 11. Andamento nel tempo della percentuale dei pazienti che hanno iniziato la DP provenienti dalla HD e dal Tx sul totale degli Ingressi.
Figura 11. Andamento nel tempo della percentuale dei pazienti che hanno iniziato la DP provenienti dalla HD e dal Tx sul totale degli Ingressi.
Figura 12. Percentuali dei pazienti rientrati dal Trapianto in HD (rosso) ed in DP.
Figura 12. Percentuali dei pazienti rientrati dal Trapianto in HD (rosso) ed in DP. Considerati solo i Centri con dati completi anche per la HD: come riportato in basso, dal 2016 il numero di Centri che non ha inviato il dato relativo al rientro in HD dal Tx è costantemente aumentato.

Cambio di modalità di DP

Le informazioni sul cambio di metodica sono risultate disponibili per 221 Centri. In questi Centri nel 2024 i pazienti trasferiti dalla CAPD alla APD sono stati 203 mentre quelli dalla APD alla CAPD 41 (Figura 13). Come per gli anni precedenti, ed in entrambi i casi, il motivo del cambio è stato in circa il 40% dei casi la scelta del paziente e/o caregiver.

Figura 13. Cambio di metodica di DP nel 2024. Sette Centri non hanno fornito i dati.
Figura 13. Cambio di metodica di DP nel 2024. Sette Centri non hanno fornito i dati.

Prevalenza e modalità di DP

Al 31 dicembre 2024 risultavano in DP 4.322 pazienti, di cui 1.890 in CAPD e 2.432 in APD (Tabella III, Figura 4). Rispetto al 2022 è stato registrato quindi un aumento del 4,1% della popolazione prevalente (Figura 14) (Tabella III).

Tabella III. Pazienti prevalenti al 31/12/2024 e modalità di DP nei Centri non pediatrici che hanno utilizzato la DP nel 2024 confrontati con gli anni precedenti. Dal 2016 è costantemente aumentato il numero di Centri che non inviano i dati di incidenza della HD. Il Cs-19, effettuato durante la pandemia COVID, è l’unico censimento incompleto. * sono riportati i valori del Primo Censimento della SIN condotto nel 2004 dal momento che nel primo censimento del GPDP del 2005 non erano stati richiesti i dati relativi alla HD.
Numero di pazienti in trattamento con la DP al 31 dicembre di ogni anno (prevalenti) negli anni censiti.
Figura 14. Numero di pazienti in trattamento con la DP al 31 dicembre di ogni anno (prevalenti) negli anni censiti. La prevalenza percentuale è calcolata sul totale dei prevalenti (DP + HD). Dal 2016 una parte dei Centri non ha inviato i dati di prevalenza della HD per cui la percentuale della DP è calcolata solo per i Centri che  hanno inviato i dati (rosso, asterisco). In cima ad ogni colonna è riportato il numero complessivo di pazienti prevalenti. Ricordiamo che i dati del 2019 sono incompleti. Nel 2005 i dati di prevalenza della HD non erano richiesti per cui sono stati considerati quelli del Censimento SIN 2004.

Nei 182 Centri con dati completi di incidenza e prevalenza anche per la HD i pazienti prevalenti in DP erano 3.526 e quelli in HD 19.397 con una prevalenza percentuale della DP pari al 15,4%. Come per l’incidenza, tale prevalenza percentuale della DP è sovrastimata perché riferita ai Centri che utilizzano la metodica che, come detto, sono comunque una minoranza dei Centri dialisi italiani, pubblici e privati. Per tentare una stima corretta della reale prevalenza della DP in Italia abbiamo utilizzato la prevalenza per milione di abitanti (pmp) del Registro Italiano di Dialisi e Trapianto (RIDT) che per il 2023 è stata di 771 pazienti pmp (dati anticipati per la cortesia del Dott. Nordio). Rapportata alla popolazione italiana del 31/12/2023 (dati ISTAT disponibili) i pazienti prevalenti in DP al 31/12/2024 sono quindi 73,3 pmp ovvero il 9,5% di tutti i prevalenti in Dialisi (Figura 3). Il dato si può considerare stabile rispetto gli anni precedenti.

La modalità di DP più utilizzata tra i pazienti prevalenti è l’APD (56,3%) (Figura 4), dato sostanzialmente sovrapponibile a quella del 2022 (Tabella III).

La prevalenza riportata comprende anche la “DP non renale” per permettere il confronto con i dati dei censimenti precedenti.

L’indice di ricambio calcolato come rapporto tra pazienti prevalenti e totale degli ingressi (incidenti e provenienti da altro trattamento) per il 2024 è risultato di 31,3 mesi, sostanzialmente invariato rispetto gli anni precedenti (era di 32,9 mesi nel 2008 e 31,6 nel 2022). In Figura 15 l’andamento dettagliato negli anni dell’Indice di Ricambio.

Durata della DP ricavata moltiplicando per 12 il rapporto INGRESSI / PREVALENZA (indice di “ricambio”)
Figura 15. Durata della DP ricavata moltiplicando per 12 il rapporto INGRESSI / PREVALENZA (indice di “ricambio”). Ciò è ovviamente valido solo in condizioni di steady state.

DP assistita

Nel 2024 i Centri che hanno fornito i dati relativi alla DP assistita sono stati 221 (96,9% dei Centri partecipanti). In questi Centri i pazienti prevalenti con necessità di caregiver (assisted PD) sono risultati 904 pari al 21,4% di tutti i prevalenti in DP (Figura 16).

Si conferma il calo significativo della DP assistita rispetto il 2019 (976 pazienti in DP assistita in un Censimento incompleto) registrato nel 2022 (Figura 16).

DP assistita nei pazienti prevalenti al 31/12/2022 e tipo di caregiver coinvolto.
Figura 16. DP assistita nei pazienti prevalenti al 31/12/2022 e tipo di caregiver coinvolto. Per quest’ultimo all’interno del grafico sono riportate le percentuali riferite al totale dei prevalenti, vicino alle singole componenti le percentuali rispetto il totale dei pazienti in DP assistita.

Il caregiver è un familiare nel 86,2% dei casi (Figura 17), un badante nel 8,1%, un infermiere a domicilio nel 3,0%; infine, il 2,8% (25 pazienti) effettua la DP in strutture per anziani (Figura 18). Se complessivamente il quadro è stazionario si registra un lieve aumento del supporto istituzionale mentre in calo è la DP in strutture per anziani.

Figura 17. Andamento nel tempo del ricorso ad un caregiver familiare per la DP assistita.
Figura 17. Andamento nel tempo del ricorso ad un caregiver familiare per la DP assistita.
Figura 18. Andamento nel tempo delle altre forme di DP assistita (“familiare” escluso).
Figura 18. Andamento nel tempo delle altre forme di DP assistita (“familiare” escluso).

Cambio di metodica e dropout

In Figura 19 è riportato il drop out globale, per trasferimento in HD, per morte e per trapianto, espresso sia come numero di pazienti che come eventi/100 anni-pz. Nel 2024 sono stati registrati 400 decessi (9,7 ep/100 anni-pz – in calo) come nel 2022, 527 trasferimenti alla HD (12,7 ep/100 anni-pz) in aumento e 351 trapianti (8,5 ep/100 anni-pz) in aumento.

Figura 19. Cause di cessazione della DP negli anni. Nel 2019 il Censimento è stato incompleto.
Figura 19. Cause di cessazione della DP negli anni. Nel 2019 il Censimento è stato incompleto.

Altre cause di uscita dalla DP nel 2024 sono state il rifiuto volontario a proseguire la dialisi (“burn out”) per 7 pazienti, il Recupero della Funzione Renale Residua (RFRR) in 12 pazienti e la motivazione “altro” per 22 pazienti. Il “burn out” è stato proposto per la prima volta nel 2022, è possibile che negli anni passati tali casi venissero attribuiti alla morte o alla categoria “altro”.

Per quanto riguarda il dropout alla HD (Figura 20), la singola causa principale rimane la peritonite (21,8%) ma se ne conferma la riduzione avvenuta negli anni (2005: 37,9%; 2008: 36,7%; 2010: 30,4%; 2012: 28,2%; 2014: 24,8%; 2016: 23,8%; 2022: 23,5%). La seconda causa, in aumento significativo, è il catetere (16,9%), aumentata costantemente dal 2016 (8,5%) seguita da UFF (13,5%)  e adeguatezza dialitica (13,1%) mentre in netta riduzione l’impossibilità a proseguire la DP (9,5%), che nel 2022 rappresentava il 22,4% di tutte le cause di drop out. Ciò è verosimilmente dovuto alla più ristretta definizione di “impossibilità a proseguire”, in passato generica, nel 2024 limitata all’autogestione della DP (perdita dell’autonomia o del caregiver). Infatti tradizionalmente ci si riferisce ad eventi che rendono il paziente non più idoneo all’esecuzione delle procedure dialitiche per la comparsa di barriere all’autonomia (fisiche, psicologiche, cognitive) in assenza o perdita, se già in DP assistita, del caregiver. È possibile che in passato, in assenza di una precisa indicazione, a tale causa venissero attribuiti anche eventi clinici quali complicanze meccaniche (comunicazione pleuro-peritoneo ad esempio) o chirurgiche. L’aumento delle ”altre cause di interruzione” passate dal 3,0 al 17,6% conferma tale interpretazione.

Per le cause di morte, riportata da 170 Centri (331 decessi registrati) la principale rimane quella cardiovascolare (41,1%) mentre le peritoniti rappresentano 0,9% dei decessi (Figura 21).

Cause di trasferimento alla HD negli anni.
Figura 20. Cause di trasferimento alla HD negli anni. Nel 2019 il Censimento è stato incompleto. In cima ad ogni colonna è riportato il valore assoluto dei pazienti trasferiti alla HD per ogni anno censito.
Figura 21. Cause di morte nei 170 Centri che hanno utilizzato il programma dedicato 4.0 per l’invio dei dati.
Figura 21. Cause di morte nei 170 Centri che hanno utilizzato il programma dedicato 4.0 per l’invio dei dati.

Peritoniti

Nel 2024 sono stati registrati 647 episodi di peritonite nei 213 Centri (93,4% dei Centri censiti) che hanno fornito il dato. Per  un follow up totale in tali Centri di 3937,5 anni l’incidenza è risultata pertanto di 0,164 episodi per anno-paziente o, in altri termini, ad 1 episodio ogni 73,0 mesi-paziente, un’incidenza inferiore a quelle registrate negli anni precedenti (Tabella IV).

L’andamento nel tempo delle peritoniti è riportata sia in Tabella IV che in Figura 22.

INCIDENZA
PERITONITI ep/anno-pz mesi-pz/ep NEGAT (%)
2005 1026 0,329 36,5 17,1
2008 1171 0,292 41,1 17,1
2010 1209 0,296 40,5 18,5
2012 1179 0,282 42,5 15,9
2014 953 0,224 53,5 19,9
2016 939 0,212 56,6 17,3
2019 667 0,189 63,5 18,7
2022 696 0,176 68,0 19,3
2024 647 0,164 73,0 17,9
Tabella IV. Il 2005 riporta le peritoniti registrate dal 73% dei Centri censiti mentre il 2019 non li ha censito tutti (e 4 non riportavano il dato). Per il 2022 i dati sono riferiti a tutti i Centri tranne 1 per impossibilità al recupero dal dato. Il conteggio è ricavato dal numero complessivo. Di eventuali discrepanze con il numero di agenti etiologici non si è tenuto conto per omogeneità con gli anni precedenti (nei quali l’etiologia non era indagata). Per il 2024 il dato è stato fornito dal 93,4% dei Centri (213).
Figura 22. Andamento negli anni delle peritoniti: suggestivo il costante calo registrato negli anni.
Figura 22. Andamento negli anni delle peritoniti: suggestivo il costante calo registrato negli anni.

Per quanto riguarda l’etiologia, le colture negative sono risultate 116 (17,9%), la metà circa (303 episodi, 46,8%) è causata da Gram positivi ed il 28,6% (185 episodi) da Gram negativi (Figura 23).

Tra i Gram positivi SA (30,7%), SE/CoNS (24,8%) e Streptococchi (19,1%) sono i germi più frequentemente isolati (Figura 24). Tra i Gram negativi PA, Escherichia e Klebsiella rappresentano il 53% degli agenti etiologici (Figura 25).

Figura 23. Etiologia delle peritoniti – ripartizione in base alle principali categorie.
Figura 23. Etiologia delle peritoniti – ripartizione in base alle principali categorie.
Figura 24. Etiologia dettagliata delle peritoniti. Gram positivi.
Figura 24. Etiologia dettagliata delle peritoniti. Gram positivi.
Figura 25. Etiologia dettagliata delle peritoniti. Gram negativi.
Figura 25. Etiologia dettagliata delle peritoniti. Gram negativi.

Peritonite sclerosante

Nel biennio 2023-24 sono stati riportati 9 nuovi episodi di peritonite sclerosante (EPS) di cui 6 diagnosticati in corso di DP e 3 dopo il trasferimento alla HD. Non è stato riportato nessun caso dopo il trapianto (Figura 26) per una incidenza di EPS di 0,106 episodi per 100 anni paziente. Questo riscontro è sostanzialmente invariato dal 2019.

Peritonite sclerosante nel tempo.
Figura 26. Peritonite sclerosante nel tempo. Per il 2022 è riportato solo il numero dei casi estratti dal momento che i dati del 2019 erano incompleti.

Il PET

Dei 221 Centri che hanno fornito il dato solo il 2,6% non effettua almeno una valutazione della permeabilità peritoneale (Figura 27), contemporaneamente è aumentato il numero di quelli che effettuano il PET classico con il 2,27%. La metà lo effettua comunque solo in caso di necessità (Figura 28) e la maggior parte dei rimanenti 1 volta all’anno.

Figura 27. Valutazione della permeabilità peritoneale con le diverse modalità negli anni.
Figura 27. Valutazione della permeabilità peritoneale con le diverse modalità negli anni.
Figura 28. Frequenza con cui viene valutata la permeabilità peritoneale.
Figura 28. Frequenza con cui viene valutata la permeabilità peritoneale.

La DP per lo scompenso cardiaco

Per la prima volta è stato possibile considerare separatamente, nei 170 Centri 4.0, l’utilizzo della DP per scompenso cardiaco definito da ritenzione idrosalina resistente alla terapia diuretica (il classico “mono-scambio”) o da sindrome cardiorenale di tipo II. Complessivamente dei 1398 pazienti incidenti 72 (5,2%) hanno iniziato la DP per scompenso cardiaco. L’analisi completa è stata possibile solo per i 170 Centri che hanno inviato i dati aggregati con il sistema 4.0. In tali Centri incidenti e prevalenti per cardiopatia sono risultati rispettivamente 47 e 72. Dei 170 Centri quelli che hanno trattato con la DP almeno 1 paziente nel 2024 sono stati 38 (22,4%). L’età media all’ingresso è stata di 74,4 anni (decisamente superiore a quella della popolazione globale) e la metodica maggiormente utilizzata la CAPD (79%) in modalità incrementale nel 57% dei casi  (Figura 29).

Impiego della DP nello scompenso cardiaco refrattario (GFR > 15 ml/min/1,73) – pazienti incidenti.
Figura 29. Impiego della DP nello scompenso cardiaco refrattario (GFR > 15 ml/min/1,73) – pazienti incidenti. Notare l’età media superiore, l’estesa prescrizione incrementale e la CAPD come modalità maggiormente utilizzata. L’analisi è limitata ai Centri che hanno inviato il dato con il nuovo sistema. Ai 47 pazienti incidenti dovrebbero essere aggiunti 25 pazienti riportati dai Centri che hanno inviato il dato in maniera tradizionale. Tuttavia per tali Centri l’incidenza era l’unico dato disponibili per cui non sono stati considerati oltre.
Figura 30. Impiego della DP nello scompenso cardiaco refrattario (GFR > 15 ml/min/1,73) – pazienti prevalenti.
Figura 30. Impiego della DP nello scompenso cardiaco refrattario (GFR > 15 ml/min/1,73) – pazienti prevalenti.  Notare l’ampio ricorso alla DP assistita, la durata media in DP di 18,4 mesi (32,3 quella della popolazione globale), l’elevata mortalità cardiovascolare ma il ridotto tasso di peritonite o l’abbandono per UFF.

Dei 72 pazienti prevalenti il 62% era in DP assistita, la durata media della DP è risultata di 18,4 mesi con un tasso di mortalità pari a 38,7 ep/100 anni-pz. L’incidenza di peritoniti è stata di 0,097 episodi/anno-paziente (Figura 30).

Training e Visite Domiciliari

I Centri che hanno risposto alle domande sul Training sono stati 220 (96,5% di tutti i Centri). Per quanto riguarda l’operatore, nel 56,4% dei Centri è personale del Centro, nel 12,7% personale esterno e nel rimanente 30,9% dei Centri il Training è effettuato sia da personale del Centro che da personale esterno (Figura 31-A) in forme non ulteriormente indagate. Per quanto riguarda la sede dell’addestramento, nel 49,1% il training è effettuato in Centro, nel 11,4% dei Centri è svolto esclusivamente a domicilio ed infine nel 39,5% dei Centri è effettuato in parte in Centro ed in parte a domicilio (Figura 31-B).

Figura 31. Il Training alla DP. Operatori (A) e sede di svolgimento (B).
Figura 31. Il Training alla DP. Operatori (A) e sede di svolgimento (B).

Quando il Training è effettuato da personale del Centro è effettuato nel 83,8% dei casi in Centro, se è effettuato da personale esterno viene effettuato nel 64,3% dei casi a domicilio ed infine se effettuato sia da personale del Centro che esterno è effettuato nel 85,3% dei casi in parte in Centro ed in parte a domicilio (Figura 32).

Le visite domiciliari, dopo l’avvio della DP, si confermano effettuate solo dalla minoranza dei Centri (101 Centri, il 45,7% dei 221 Centri che hanno risposto), stabile rispetto al 2022 ma inferiore a quello degli anni precedenti (59,4% nel 2010). In lieve flessione il numero, già ridotto, dei Centri che le effettuano regolarmente (7,2%). I rimanenti le effettuano solo nei primi mesi (7,2%) o solo in caso di necessità (31,2%) (Figura 33). In tutti i casi l’infermiere è coinvolto, da solo (45,5% dei casi) o con il medico in maniera variabile, ma mai il medico da solo (Figura 34-A). Il coinvolgimento del medico aumenta quanto più è intenso il programma di VD (Figura 34-B).

Figura 32. Sede del training in funzione dell’operatore.
Figura 32. Sede del training in funzione dell’operatore.
Figura 33. Frequenza delle visite domiciliari negli anni. Nel 2024 solo una minoranza dei Centri le effettua.
Figura 33. Frequenza delle visite domiciliari negli anni. Nel 2024 solo una minoranza dei Centri le effettua.
Figura 34. Chi effettua le visite domiciliari (A) e relazione tra intensità del programma di visite domiciliari ed operatore coinvolto (B).
Figura 34. Chi effettua le visite domiciliari (A) e relazione tra intensità del programma di visite domiciliari ed operatore coinvolto (B).

Analisi dei Centri

La prevalenza media per Centro è stata nel 2024 di 19,0 ±16,9 pazienti, estremamente variabile da Centro a Centro come riportato in Figura 35.

Figura 35. Ripartizione per numero di pazienti prevalenti dei Centri DP che hanno partecipato al Censimento 2024.
Figura 35. Ripartizione per numero di pazienti prevalenti dei Centri DP che hanno partecipato al Censimento 2024.

In Figura 36 è riportata la ripartizione dei Centri e dei pazienti prevalenti in DP nelle 4 macroaree in cui è ripartita l’Italia. Il 46,5% dei Centri che utilizzano la DP è situata al Nord in cui viene dializzato il 55,8% dei pazienti in DP. Ne consegue che i Centri del Nord si caratterizzano per le maggiori dimensioni del programma di DP (Figura 36).

L’utilizzo della DP nelle diverse regioni è confrontabile ricorrendo alla prevalenza per milione di abitanti riportata in Figura 37.

Figura 36. Distribuzione dei centri e dei pazienti per Macroaree.
Figura 36. Distribuzione dei centri e dei pazienti per Macroaree.
Figura 37. Prevalenza per milione di abitanti della DP nelle diverse regioni.
Figura 37. Prevalenza per milione di abitanti della DP nelle diverse regioni.

 

Discussione

I Limiti del Censimento

Avviato nel 2005 il Censimento della DP, giunto nel 2024 alla 9° edizione, ha rappresentato in questi 20 anni il risultato di un costante sforzo organizzativo del GPDP-SIN e di tutti i referenti DP dei Centri che utilizzano la DP in Italia. Dopo le difficoltà pandemiche della 7° edizione, l’adesione dei Centri DP è stata per il 2024, come per il 2022, di nuovo del 100%.

Il vero limite del Censimento risiede nella sua natura, l’essere una “fotografia”, per quanto dettagliata, ma dei soli Centri che utilizzano la DP, come noto, una minoranza dei Centri Dialisi in Italia. Questo limite è stato accentuato nelle ultime edizioni dalla difficoltà crescente per i referenti di inviare anche le informazioni base relative ai pazienti in HD del proprio Centro. Rilevata per la prima volta nel 2016, nel 2024 la percentuale di Centri che non hanno inviato i dati della HD si è confermata simile a quella del 2022 (21,8%).

La novità più importante è rappresentata dal nuovo sistema di raccolta dati mediante un programma dedicato che facilita l’invio dei dati solo in forma aggregata. Questo sistema ha ridotto di molto l’incongruenza dei dati ed ha aumentato le informazioni disponibili tuttavia rimane consistente la quota di Centri che ancora non lo utilizzano per cui anche nella edizione attuale sono stati applicati a tutti i Centri i metodi tradizionali di calcolo ed elaborazione in particolare del follow up cui rapportare gli eventi. Il follow up stimato in questo modo sottostima il follow up reale e quindi sovrastima l’incidenza degli eventi.

Utilizzo della DP

Il numero di pazienti incidenti e prevalenti in DP sono risultati in lieve incremento, rispettivamente +3,6% e +4,1%. Il numero di pazienti in DP al 31/12/2024 rimane quello più elevato in Europa [11]. Per i Centri che hanno fornito i dati anche della HD, l’incidenza e la prevalenza percentuali (rispetto al totale dei dializzati) sono risultate, rispetto il 2022, rispettivamente in lieve riduzione (da 19,6% a 19,3%) e lieve aumento (da 14,9% a 15,4%). Se rapportati alla popolazione italiana l’incidenza e la prevalenza percentuale della DP rimane limitata al 14,1% e 9,5% dei dializzati.

La Dialisi Incrementale, indagata fin dalla prima edizione del Censimento [1, 12], è risultata nel 2024 in ulteriore aumento sia per il numero di Centri che la prescrivono e sia per un maggior utilizzo nei singoli Centri. Si tratta di una modalità prescrittiva i cui vantaggi sono sempre più evidenti [13, 14] ed a cui verrà dedicato una più approfondita elaborazione.

Per il 2024 si conferma il minor ricorso alla DP assistita registrato nel 2022, modalità che in Italia rimane strettamente legata al supporto dei familiari (in oltre l’80% dei casi).

In definitiva la DP in Italia riguarda pazienti più giovani, in gran parte early referral e avviati alla DP in modalità incrementale con la CAPD.

Uscite dalla DP e peritoniti

Nel 2024 si conferma il miglioramento osservato per la mortalità mentre sono aumentate le uscite per trasferimento alla HD e per trapianto. Complessivamente la durata media di un paziente in DP è rimasta invariata (31,3 mesi). Per il trasferimento alla HD la peritonite è in costante riduzione mentre è in aumento il malfunzionamento del catetere. La riduzione delle “interruzioni per impossibilità a proseguire” registrata nel 2024 rispetto al 2022 (dal 22,4% al 9,5%) è dovuta alla ridefinizione di tale causa, limitandola alla sola perdita dell’idoneità all’autogestione.

L’incidenza delle peritoniti è ulteriormente scesa nel 2024 a 0,164 episodi/anno paziente. In sostanza dai 5 episodi per anno-paziente degli anni 80 la riduzione delle peritoniti a meno di 1 episodio ogni 6 anni rappresenta il successo più consistente della metodica. In particolare dal primo Censimento del 2005 (1 episodio ogni 36,5 mesi) ad oggi (1 episodio ogni 73,0 mesi) l’incidenza di peritoniti si è dimezzata. Tale valore è tra i più bassi registrati nel mondo occidentale, decisamente inferiore al target massimo raccomandato dalle linee guida ISPD del 2022 [15], è in accordo al trend mondiale di questa complicanza [16].

La riduzione dell’incidenza delle peritoniti è confermata dalla riduzione del drop out per peritonite.

Anche per quanto riguarda l’etiologia, indagata per la prima volta in modo completo, i dati del Censimento sono in accordo con quanto osservato in altri Registri e lavori multicentrici [1718], metà delle peritoniti da gram positivi, un quarto da gram negativi ed un quinto a coltura negativa. Queste ultime comunque si sono ridotte rispetto il 2022.

Infine per quanto riguarda l’EPS i dati del 2024 confermano l’importante riduzione di questa complicanza della DP, limitata a pochi casi insorti in DP ed in HD.

Come nella precedente edizione si sottolinea che se da un lato è verosimile che l’incidenza della EPS sia sottostimata (mancata comunicazione dopo il trasferimento alla HD o dopo il Tx) diversi sono i fattori che possono aver contribuito ad una sua reale riduzione quali la maggior biocompatibilità delle soluzioni in uso da anni, la dialisi incrementale e la riduzione delle peritoniti.

Aspetti particolari

Il monitoraggio della permeabilità peritoneale, e la modalità con cui viene effettuato, è un importante indicatore di qualità di un programma di DP. I dati del Censimento mostrano un costante aumento negli anni del PET al 3,86%, utilizzato dal 15,6% dei Centri nel 2010, al 58,1% nel 2024 ma soprattutto, sempre nel 2024, una riduzione dei Centri che non valutano la permeabilità peritoneale al 2,6% di tutti i Centri.

Per la prima volta è stato possibile analizzare separatamente la DP per scompenso cardiaco. I risultati sembrano positivi, sia in termini di sopravvivenza che di complicanze legate alla dialisi. Si tratta della prima indagine su base nazionale di questo argomento e vi verrà dedicata una dettagliata analisi.

Il training è effettuato con il contributo di personale “esterno” nel 43,6% dei Centri, esclusivamente in centro nella metà dei casi (49,1%). Allineato al training è la constatazione che le visite domiciliari, dopo l’avvio della DP, rimangono utilizzate solo da una minoranza dei Centri.

Il numero e le caratteristiche dei Centri DP sono rimaste sostanzialmente le stesse in particolare il minor utilizzo della DP al SUD  anche se con estrema variabilità regionale e da Centro a Centro.

 

Conclusioni

Il Censimento della DP, relativo al 2024, conferma la qualità della DP in Italia per l’elasticità delle prescrizioni, la riduzione della mortalità, la riduzione delle peritoniti e della EPS, l’ancora ampio ricorso alla DP assistita, anche se in riduzione, ed il monitoraggio della membrana peritoneale.

Nonostante ciò l’utilizzo globale rimane inferiore al 10% dei pazienti prevalenti in trattamento dialitico in Italia. Il Censimento 2024 consente di ipotizzare alcune delle ragioni alla base del ridotto utilizzo della DP. In particolare l’età dei pazienti, significativamente inferiore all’età media dei pazienti che oggi arrivano alla dialisi con sempre più numerose comorbilità, in particolare cardiovascolari, e necessità assistenziali. D’altra parte il ridotto ricorso alla DP assistita (limitata ad un quinto dei pazienti ed in gran parte a carico dei familiari),  la difficoltà ad avviare un follow up domiciliare e la necessità di ricorrere a personale esterno per il training sono verosimilmente espressione di difficoltà organizzative che è necessario affrontare per rendere possibile un più ampio utilizzo della metodica.

 

Appendice 1: Ringraziamenti

Si ringraziano i Referenti dei Centri che hanno aderito al Censimento e che con il loro impegno hanno reso possibile la raccolta dati ed il presente lavoro.

Albrizio Paolo (Voghera)
Alessandrello Ivana (Modica)
Alfano Gaetano (Modena)
Amar Karen (Cernusco sul Naviglio)
Ambrogio Antonina (Rovigo)
Ancarani Paolo (Sestri Levante)
Angela Maria Dinnella (Anzio)
Angelo Maria Letizia (Camposampiero)
Ansali Ferruccio (Civitavecchia)
Apponi Francesca (Frosinone)
Argentino Gennaro (Napoli)
Barattini Marina (Massa)
Barbera Vincenzo (Colleferro)
Basso Anna (Padova)
Bellizzi Vincenzo (Caserta)
Bellotti Giovanni (Sapri)
Benozzi Luisa (Borgomanero)
Bermond Francesca (Torino)
Bianco Beatrice (Verona)
Bigatti Giada (Desio)
Bilucaglia Donatella (Torino)
Boccadoro Roberto (Rimini)
Bonesso Cristina (San Dona’ di Piave)
Bonincontro Maria Luisa (Bolzano)
Bonvegna Francesca (Verbania)
Borettaz Ilaria (Vizzolo Predabissi)
Borrelli Silvio (Napol)
Bosco Manuela (Gorizia Monfalcone)
Bottai Anna (Pisa)
Braccagni Beatrice (Poggibonsi)
Brocca Jessica (Cinisello Balsamo)
Bruno Paolo Ferdinando (Cesena)
Budetta Fernando (Eboli)
Cabibbe Mara (Milano)
Cabiddu Gianfranca (Cagliari)
Cadoni Maria Chiara (San Gavino Monreale)
Cannarile Daniela Cecilia (Bologna)
Cannavo’ Rossella (Firenze)
Canonici Marta (Fabriano)
Cantarelli Chiara (Parma)
Capistrano Maria (Montichiari)
Caponetto Carmelo (Siracusa)
Cappadona Francesca (Genova)
Cappelletti Francesca (Siena)
Capurro Federica (Novara)
Capurso Domenico (Putignano)
Caria Simonetta (Cagliari)
Carta Annalisa (Nuoro)
Caselli Gian Marco (Firenze)
Casuscelli di Tocco Teresa (Messina)
Cataldo Emanuela (Altamura)
Centi Alessia (Roma)
Cerami Caterina (Pavullo)
Cernaro Valeria (Messina)
Cerroni Franca (Rieti)
Ciabattoni Marzia (Savona)
Cianfrone Paola (Catanzaro)
Cimolino Michele (Pordenone)
Ciurlino Daniele (Sesto San Giovanni)
Comegna Carmela (Tivoli)
Congiu Giovanni (Asti)
Consaga Marina (Livorno)
Contaldo Gina (Monza)
Conti Paolo (Arezzo)
Cornacchia Flavia (Cremona)
Cosa Francesco (Lodi)
Cosentini Vincenzo (San Bonifacio)
Costantino Ester Grazia Maria (Manerbio)
D’Alonzo Silvia (Roma)
D’Altri Christian (Martina Franca)
D’Amico Maria (Erice Casa Santa)
De Mauri Andreana (Pavia)
D’Elia Filomena (Bari)
Della Gatta Carmine (Nola)
Della Rovere Francesca Romana (Civita Cast)
Di Franco Antonella (Barletta)
Di Liberato Lorenzo (chieti)
Di Loreto Ermanno (Atri)
Di Pietro Fabio (Caltanissetta)
Di Renzo Brigida (Brindisi)
Di Somma Agnese (San Marco Argentano)
Di Stante Silvio (Fano)
Dian Silvia (Schiavonia)
Domenici Alessandro (Roma)
Esposito Samantha (Grosseto)
Esposito Vittoria (Pavia)
Fancello Sabina (Tempio Pausania)
Fantinati Concetta (Imola)
Feliciani Annalisa (Seriate)
Ferrando Carlo (Cuneo)
Ferrara Gaetano (Foggia – S Giovanni Rotondo)
Fiederling Barbara (Latina)
Figliano Ivania (Vibo Valentia)
Figliola Carmela (Gallarate)
Filiberti Olivierio (Vercelli)
Filippini Armando (Roma)
Finazzi Silvia (Rozzano)
Finocchietti Daniela (Chieri)
Gabrielli Danila (Aosta)
Gai Massimo (Torino)
Galderisi Cristina (Albano Laziale – Ariccia)
Garofalo Donato (Fermo)
Gazo Antonietta (Vigevano)
Gennarini Alessia (Bergamo)
Gherzi Maurizio (Ceva)
Giancaspro Vincenzo (Molfetta)
Gianni Glauco (Prato)
Giozzet Morena (Feltre)
Giozzet Morena (Belluno)
Giuliani Anna (Vicenza)
Giunta Federica (Macerata)
Grazi Francesca (Montepulciano)
Graziani Romina (Ravenna)
Grullo Maurizio (Lamezia Terme)
Guizzo Marta (Castelfranco Veneto)
Heidempergher Marco (Milano)
Iadarola Gian Maria (Torino)
Iannuzzella Francesco (Reggio Emilia)
Iannuzzi Maria Rosaria (Napoli)
Incalcaterra Francesca (Palermo)
Kalikatzaros Ileana (Ciriè)
Kanaki Angeliki (Pontedera)
La Milia Vincenzo (Lecco)
Laudadio Giorgio (Bassano Del Grappa)
Lenci Federica (Ancona)
Leonardi Sabina (Trieste)
Lepori Gianmario (Olbia)
Lidestri Vincenzo (Chioggia)
Lisi Lucia (Vimercate)
Lo Cicero Antonina (San Daniele)
Lommano Nicola (Civitanova Marche)
Luciani Remo (Roma)
Lupica Rosaria (Taormina)
Maggio Milena (Crema)
Magnoni Giacomo (Bologna)
Malandra Rosella (Teramo)
Mancuso Verdiana (Agrigento)
Mangano Stefano (Tradate)
Mannucci Claudia (Pescia)
Marchetti Valentina (lucca)
Martelli Luca (Pinerolo)
Masa Alessandra (Sondrio)
Mastrippolito Silvia (Lanciano)
Mastrosimone Stefania (Treviso)
Mazzola Giuseppe (Mantova)
Messina Antonella (Catania)
Miglio Roberta (Busto Arsizio)
Miniello Vincenzo (Pistoia)
Mollica Agata (Cosenza)
Montemurro Vincenzo (Firenze)
Nardelli Luca (Milano)
Nava Elisa (Varese)
Neri Loris (Alba)
Nicolai Giuli Adriana (Conegliano)
Nicosia Valentina (Formia)
Ocello Alessandra (Sciacca)
Oliva Barbara (Palermo)
Olivi Laura (Trento)
Paganizza Luca (Roma Tor Vergata)
Palmiero Giuseppe (Napoli)
Pani Alessandra (Acireale)
Panuccio Vincenzo (Reggio Calabria)
Panzino Antonio (Catanzaro)
Paola Nazzaro (Campobasso)
Papantonio Domenico (Foggia)
Paribello Giuseppe (Napoli)
Parodi Denise (Genova – Arenzano)
Pastorino Nadia (Novi Ligure)
Perez Giuseppina (Dolo)
Perilli Angela (Vasto)
Pezone Ilaria (Legnano)
Pieracci Laura (Imperia)
Pignone Eugenia (Rivoli)
Piraina Valentina (Ivrea)
Piscitani Luca (Avezzano – Sulmona – L’Aquila)
Piscopo Giovanni (Bari)
Pogliani Daniela Rosa Maria (Garbagnate)
Porcedda Claudia (Oristano)
Portale Grazia (Catania)
Previti Antonino (Santorso)
Puliatti Daniela (Catania)
Puliti Marialaura (Palestrina)
Re Sartò Giulia Vanessa (Milano)
Restivo Giuseppe (Enna)
Ria Paolo (Lecce)
Ricciatti Anna Maria (Ancona)
Rocca Anna (Roma)
Roccetti Stefano (La Spezia)
Romano Paolo (Venezia Mestre)
Romano Giuseppina (Avellino)
Romano Paolo (Venezia)
Rossi Natalia (Casale Monferrato)
Sabatino Stefania (Udine)
Sacco Colombano (Biella)
Sammartino Fulvio Antonio (Pescara)
Sansone Gennaro (Lauria)
Santarelli Stefano (Jesi)
Santese Domenico (Taranto)
Santinello Irene (Piove di Sacco)
Santirosi Paola (Foligno)
Santoni Stefania (Todi)
Saraniti Antonello (Milazzo)
Savignani Claudia (Citta’ di Castello)
Scarfia Rosalia Viviana (Caltagirone)
Serriello Ilaria (Roma)
Silvestri Simona (San Benedetto del Tronto)
Somma Giovanni (Castellammare di Stabia)
Sorice Mario (Senigallia)
Spissu Valentina (Sassari)
Stacchiotti Lorella (Giulianova)
Stanzione Giovanna (Salerno)
Stucchi Andrea (Milano)
Taietti Carlo (Treviglio)
Tettamanti Maria Giulia (Como)
Tomaselli Martine (Roma Ostia)
Toriello Gianpiero (Polla)
Torre Aristide (Nocera Inferiore)
Trepiccione Francesco (Napoli)
Trubian Alessandra (Legnago)
Vaccaro Valentina (Alessandria)
Valsania Teresa (Piacenza)
Vecchi Luigi (Terni)
Veronesi Marco (Ferrara)
Visciano Bianca (Magenta)
Viviana Finato (San Miniato)
Vizzardi Valerio (Brescia)
Zambianchi Loretta (Forlì)
Zeiler Matthias (Ascoli Piceno)
Figura 38. Il sentito ringraziamento a tutti i referenti che con il loro contributo hanno reso possibile il Censimento.
Figura 38. Il sentito ringraziamento a tutti i referenti che con il loro contributo hanno reso possibile il Censimento.

 

Bibliografia

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La Dialisi Peritoneale in Italia: il 5° Censimento del GSDP-SIN 2014

Abstract

RAZIONALE

Nel 2014 è stato condotto il 5° Censimento Nazionale del GSDP (Cs-14) allo scopo di conoscere modalità e risultati della dialisi peritoneale (DP) in Italia.

CASISTICA E METODI

Il Censimento, mediante un questionario on line, è stata condotto in tutti i 225 centri pubblici non pediatrici che hanno effettuato la DP nel 2014. I risultati sono stati confrontati con i Censimenti precedenti (2005:Cs-05; 2008:Cs-08; 2010:Cs-10; 2012:Cs-12).

RISULTATI

Incidenza. Nel 2014 hanno iniziato la DP (primo trattamento per ESRD) 1.652 pazienti (pz) (CAPD=57,2%) e l’HD 4.442 pz. Per la prima volta la DP incrementale non aumenta (Cs-14: 27,5%; Cs-12: 28,8%; Cs-10: 22,8%; Cs-08: 18,3%; Cs-05: 11,9%).

Prevalenza. I pz in DP al 31/12/2014 erano 4.480 (CAPD=46,9%) di cui il 24,3% in DP assistita (Familiari=83,6%; Badanti=11,5%; Infermieri=1,1%; RSA=2,8%).

Out. Nel 2014 l’uscita dalla PD (32,0 ep/100anni-pz) (morte=502; trapianto=329; drop-out in HD=528 pz) non è cambiata. La principale causa di trasferimento alla HD, rimane la peritonite (24,8%), anche se ulteriormente in calo (Cens-05: 37,9%), mentre aumentate sono la scelta (9,3%) e l’impossibilità a proseguire (15,2%).

Peritoniti. L’incidenza di peritoniti nel 2014 (953 episodi) è stata 0,224 ep/anno-pz.

EPS L’incidenza di nuovi casi di EPS nel 2013-14 (39 casi=0,444 ep/ 100anni-pz) è rimasta sostanzialmente invariata (2011-12: 43 casi=0,505; 2009-10: 44 casi=0,529; 2004-08: 146 casi= 0,701 ep/ 100anni-pz).

Altri risultati. Nel 2014 è aumentato il numero di Centri che utilizza il 3,86% per il PET (41,3%), è rimasto invariato quello che effettua le visite domiciliari (59,6%).

CONCLUSIONI

Il Cs-14 conferma i buoni risultati della DP in Italia. Il numero di pz è aumentato, DP incrementale e DP assistita sono stabili, le peritoniti sono ulteriormente in calo. Il 3,86%-PET è sempre più utilizzato. L’EPS rimane un evento raro.

Parole chiave: Dialisi peritoneale, fallimento della tecnica, dialisi peritoneale incrementale, DP assistita, peritoniti, visite domiciliari, PET (peritoneal equilibration test)

INTRODUZIONE

L’utilizzo della dialisi peritoneale (PD) in Italia nel 2013 è risultato sostanzialmente stabile e limitato ad una incidenza del 13,2% ed una prevalenza inferiore al 9,6% (1) se si considerano tutti i Centri Dialisi, anche quelli che non utilizzano la metodica. Invariata anche la notevole variabilità da regione a regione e da centro a centro (25). L’utilizzo della DP viene rilevato dal Gruppo di Studio della DP (GSDP) della Società Italiana di Nefrologia (SIN) mediante un Censimento, condotto ogni 2 anni, di tutti i Centri che utilizzano la DP.

In questo report sono presentati i risultati della 5° edizione condotta nel 2016 e relativa all’anno 2014 (Cens-14) confrontandoli con quelli degli anni precedenti: 2005 (Cens-05), 2008 (Cens-08) (3), 2010 (4), 2012 (Cens-12) (5).

 

La Dialisi Peritoneale in Italia: il censimento del GSDP-SIN 2012 (CS-12)

Abstract

OBIETTIVI Conoscere modalità e risultati della DP in Italia.

METODI Il Censimento (Cs-12) è stato condotto mediante un questionario on-line in tutti i 224 Centri pubblici non pediatrici che hanno utilizzato la DP nel 2012. I risultati sono stati confrontati con quelli dei precedenti.

RISULTATI
Incidenza. Nel 2012 hanno iniziato la DP (1° trattamento) 1.433 pz (CAPD: 54,3%) e l’HD 4.700 pz (incidenza-DP%= Cs-12: 23,4%; Cs-10: 23,3%; Cs-08: 22,8%; Cs-05: 24,2%; p=NS), con un ulteriore aumento della DP incrementale (Cs-12: 28,8%; Cs-10: 22,8%; Cs-08: 18,3%; Cs-05: 11,9%; p<0,001).
Prevalenza. Al 31/12/12 erano in DP 4.299 pz (CAPD: 46,1%) (prevalenza-DP%= Cs-12: 17,1%; Cs-10: 16,6%; Cs-08: 16,7%; Cs-05:16,8%; p=NS) di cui il 24,5% in DP assistita (familiare: 82,3%; badante: 12,4%; infermiere: 0,7%;  RSA: 3,0%).
Out. Nel 2012 il drop out non si è modificato (30,9 ep/100 anni-pz) (morte: 481; Tx: 290; a HD: 511 pz). Motivo principale di trasferimento ad HD è rimasta la peritonite (28,2%).
Peritoniti. L’incidenza di peritonite (1.179 episodi) è stata 0,284 ep/anni-pz.
EPS. L’incidenza di nuovi casi di EPS nel biennio 2011-12 (43 casi=0,505 ep/100 anni-pz) è sovrapponibile al passato (2009-10= 0,529; 2004-08= 0,701 ep/100 anni-pz).
Other results. Rispetto al 2010, nel 2012 è aumentato il numero di Centri che utilizzano il 3,86% per il PET (30,8% vs 15,6%-p<0.001), mentre è rimasto invariato il numero di quelli che fanno le visite domiciliari (56,3 vs 59,4%).

CONCLUSIONI Cs-12 conferma stabilità e buoni risultati della DP in Italia. La DP incrementale è in aumento, l’EPS rimane un evento raro.

Parole chiave: Dialisi Peritoneale, Dialisi Peritoneale Incrementale, Dp Assistita, Fallimento Della Tecnica, Peritoniti, Visite Domiciliari

INTRODUZIONE

L’utilizzo della dialisi peritoneale (DP) in Italia è risultato confinato, nel 2012, ad una incidenza del 12,8% ed una prevalenza del 9,8% (1) se si considerano tutti i Centri Dialisi, anche quelli che non utilizzano la metodica, ed è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi anni, sempre comunque con una notevole variabilità da regione a regione e da centro a centro (2). L’utilizzo della DP viene rilevato dal Gruppo di Studio della DP (GSDP) della Società Italiana di Nefrologia (SIN) mediante un Censimento, condotto ogni 2 anni, di tutti i Centri che utilizzano la DP.

In questo report sono presentati i risultati dell’edizione condotta nel 2013-14 e relativa all’anno 2012 (Cens-12), confrontati con quelli degli anni precedenti: 2005 (Cens-05) e 2008 (Cens-08) (3), 2010 (4) e con i dati internazionali.