Abstract
La transizione demografica ed epidemiologica che l’Italia ha attraversato negli ultimi 50 anni ha reso fondamentali le cure palliative (CP), laddove le cure attive non siano più proporzionate.
La grande sfida delle cure palliative attuali e future sarà rappresentata dalle malattie croniche non oncologiche e in particolare dalle grandi insufficienze d’organo, assieme alle demenze.
Ultrasettantenni e ultraottantenni rappresentano una quota significativa degli oltre 45.000 pazienti in dialisi cronica in Italia e presentano maggiori comorbilità, una ridotta aspettativa e qualità della vita, maggior rischio di ospedalizzazione e morte intraospedaliera.
Ultrasettantenni e ultraottantenni rappresentano inoltre la maggior parte del 15% dei pazienti con uremia terminale che prosegue solo con la terapia conservativa senza avviare mai il trattamento sostitutivo.
L’interesse per le cure palliative in nefrologia è sorto diffusamente in tutto il mondo occidentale negli ultimi dieci anni; la sospensione della dialisi o il non avvio della stessa sono molto variabili nel mondo, con percentuali più elevate in America e Canada e più basse nel Sud dell’Europa.
La Società Italiana di Cure Palliative (SICP) ha condiviso con la Società Italiana di Nefrologia (SIN) e con la Società Italiana degli Infermieri di Area Nefrologica (SIAN), rispettivamente dieci e sei anni fa, un documento di consenso sulle cure palliative nell’insufficienza renale cronica.
Scopo di questo studio è fotografare la situazione attuale dell’utilizzo delle CP nelle nefrologie italiane.
Parole chiave: cure palliative, nefrologia, insufficienza renale cronica, dialisi, survey





