Sezione 6: Gestione e trattamento delle infezioni delle cisti renali nei pazienti ADPKD - Linee guida per la malattia policistica renale dell'adulto

Sezione 6: Gestione e trattamento delle infezioni delle cisti renali nei pazienti ADPKD

Raccomandazioni

  1. Un’accurata diagnosi di infezione delle cisti in corso di ADPKD è fondamentale per il rapido inizio e per la durata della terapia antibiotica.
  2. La tomografia ad emissione di positroni (PET) è in grado di fornire preziose informazioni diagnostiche da correlare con il quadro clinico e con altre indagini radiologiche (TC, RM).
  3. I fluorochinoloni (noti per la loro capacità di penetrare le membrane delle cisti), in associazione con altri antibiotici, sono i farmaci di prima scelta per il trattamento delle cisti infette.
  4. Se la febbre si ripresenta dopo la sospensione degli antibiotici, devono essere escluse complicanze quali ostruzione delle vie urinarie, ascesso perirenale o calcoli.
  5. In assenza dell’identificazione di complicanze, il trattamento antibiotico può essere prolungato per diversi mesi prima di ottenere la completa guarigione.
  6. L’inefficacia della terapia empirica deve orientare verso il drenaggio percutaneo (TC o ECO-guidato) o il trattamento chirurgico della cisti infetta.

Introduzione

Il 30-50% dei pazienti con ADPKD sviluppa uno o più episodi infettivi delle vie urinarie durante la storia naturale della patologia [1] [2]. Come nella popolazione generale, le infezioni del tratto urinario colpiscono le donne più frequentemente rispetto agli uomini. La maggior parte delle infezioni sono causate da Enterobacteriaciae (E. coli) [1]. Sebbene la maggior parte delle infezioni restano limitate al basso tratto delle vie urinarie, infezioni a carattere retrogrado possono risalire lungo il sistema escretore e determinare pielonefrite e/o infezioni delle cisti complicanze più serie che richiedono un intervento rapido ed un trattamento mirato prolungato nel tempo. Raramente si possono complicare con un ascesso perirenale.

Le infezioni delle cisti sono una grave complicanza e sono associate a morbilità e mortalità nei pazienti con ADPKD [3] (full text). La diagnosi clinica di una cisti renale infetta può risultare difficile e spesso anche i test microbiologici, su culture di sangue o delle urine, possono non identificare il patogeno infettivo.

Quando le infezioni sono limitate alle basse vie urinarie il quadro clinico è caratterizzato da disuria e pollachiuria. L’infezione delle cisti o del parenchima renale si manifesta, invece, con sintomi sistemici come febbre alta, spesso resistente alla terapia antibiotica, dolore lombare in assenza di segni di recente sanguinamento delle cisti (alla TC o alla RM) o di altre cause di febbre. In caso di pielonefrite può essere presente batteriemia.

Gli esami radiologici sono di scarso aiuto per la diagnosi di infezione delle cisti. TC e RM sono in grado di rilevare la presenza di cisti complesse e ne forniscono una descrizione anatomica, ma il riscontro di reperti patologici non è specifico per la diagnosi di infezione.

La tomografia ad emissione di positroni (PET) si è dimostrata efficace nell’identificazione di cisti renali ed epatiche infette [4] (full text) [5] (full text) [6] (full text) e nei pazienti con funzione renale variabile. La PET è uno strumento affidabile per il rilevamento di infezione dei tessuti, sulla base dell’elevata attività metabolica e la maggiore diffusione dell’analogo del glucosio (FDG) nelle cellule infiammatorie. Tuttavia sono riportati falsi negativi e falsi positivi come possibili risultati[7].

L’aspirazione delle cisti (TC o ECO-guidato) dovrebbe essere considerata quando il contesto clinico e l’imaging sono suggestive di infezione, l’esame delle urine è caratterizzato da un sedimento non significativo ed il colturale è negativo.

Trattamento delle infezioni delle cisti in ADPKD

Le Infezioni delle cisti sono spesso difficili da trattare [8]. Il fallimento terapeutico può verificarsi a causa della scarsa penetrazione degli antibiotici nelle cisti. La maggior parte delle cisti non è in contatto diretto con il glomerulo, essendosi distaccata dai tubuli renali durante i processi di proliferazione e crescita. La terapia antibiotica deve penetrare nelle cisti attraverso un meccanismo di diffusione indipendente dalla filtrazione glomerulare. Questo meccanismo di penetrazione si verifica attraverso le tight junction dell’epitelio di rivestimento delle cisti, permettendo il passaggio solo agli agenti solubili nei lipidi. Si rende dunque necessario l’impiego di antibiotici lipo-solubili.

La durata ottimale della terapia non è ben stabilita; tuttavia in presenza di una cisti infetta, se la febbre persiste dopo due settimane dall’inizio di un appropriato trattamento antibiotico, devono essere presi in considerazione il drenaggio percutaneo o il trattamento chirurgico delle cisti infette. Il drenaggio è indicato in presenza di ascesso perirenale refrattario alla terapia antimicrobica. La nefrectomia è l’ultima risorsa disponibile riservata ai casi di infezioni da microrganismi gas-forming e nei pazienti con infezioni ricorrenti ed ESRD in previsione di trapianto renale, per ridurre il rischio di reinfezione nel periodo post-trapianto e quindi in corso di terapia immunosoppressiva.

Bibliografia

[1] Gardner KD Jr, Evan AP Cystic kidneys: an enigma evolves. American journal of kidney diseases : the official journal of the National Kidney Foundation 1984 May;3(6):403-13

[2] Schwab SJ, Bander SJ, Klahr S et al. Renal infection in autosomal dominant polycystic kidney disease. The American journal of medicine 1987 Apr;82(4):714-8

[3] Fick GM, Johnson AM, Hammond WS et al. Causes of death in autosomal dominant polycystic kidney disease. Journal of the American Society of Nephrology : JASN 1995 Jun;5(12):2048-56 (full text)

[4] Sallée M, Rafat C, Zahar JR et al. Cyst infections in patients with autosomal dominant polycystic kidney disease. Clinical journal of the American Society of Nephrology : CJASN 2009 Jul;4(7):1183-9 (full text)

[5] Pei Y, Obaji J, Dupuis A et al. Unified criteria for ultrasonographic diagnosis of ADPKD. Journal of the American Society of Nephrology : JASN 2009 Jan;20(1):205-12 (full text)

[6] Migali G, Annet L, Lonneux M et al. Renal cyst infection in autosomal dominant polycystic kidney disease. Nephrology, dialysis, transplantation : official publication of the European Dialysis and Transplant Association – European Renal Association 2008 Jan;23(1):404-5 (full text)

[7] Bleeker-Rovers CP, de Sévaux RG, van Hamersvelt HW et al. Diagnosis of renal and hepatic cyst infections by 18-F-fluorodeoxyglucose positron emission tomography in autosomal dominant polycystic kidney disease. American journal of kidney diseases : the official journal of the National Kidney Foundation 2003 Jun;41(6):E18-21

[8] Elzinga LW, Bennett WM. Miscellaneous renal and systemic complications of autosomal dominant polycystic kidney disease including infection. In: Watson ML, Torres VE, eds. Polycystic kidney disease. Oxford: Oxford Medical Publications, 1996;483–99.