Maggio Giugno 2022 - Articoli originali

Emodialisi domiciliare: nuovi modelli organizzativi a favore della sostenibilità economica ed ambientale nella Provincia di Belluno

Abstract

La Malattia Renale Cronica (MRC) ha una prevalenza in Italia del 7.05% [1]. I trattamenti dialitici sostitutivi provocano l’emissione di gas serra [2] contribuendo al cambiamento climatico, importante fonte di rischio alla salute globale [3]. Inoltre, la percentuale del Prodotto Interno Lordo (PIL) italiano destinata alla spesa sanitaria si è progressivamente contratta [4]. La provincia di Belluno, con un’area di 3610 km2, una densità abitativa di 56 persone/km2, e un indice di vecchiaia di 248.5 [5], offre 4 centri dialisi; tuttavia, diversi pazienti impiegano fino a 8 ore/settimana per il trasporto al centro dialitico, con notevole impatto ambientale ed economico.

Abbiamo quindi investigato l’utilizzo dell’emodialisi domiciliare (ED-D), sia come emodialisi domiciliare assistita (ED-DA), che in forma di emodialisi domiciliare non assistita (ED-DN), per valutarne la sostenibilità ambientale ed economica, e in particolare l’effettivo impatto dovuto alla loro adozione da parte di 5 pazienti.

Grazie all’ED-DA è possibile una riduzione fino a 3767 kg di CO2 all’anno, e un risparmio economico fino a 32 456 €/anno. Con un trattamento di ED-DN è invece raggiungibile una riduzione di 5330 kg di CO2 all’anno, e una contrazione della spesa sanitaria di 30 156 €/anno. Infine, l’adozione di ED-D per 5 pazienti ha permesso una riduzione delle emissioni di 14 537 kg di CO2 e un risparmio economico netto di 57 975 €.

Consideriamo perciò l’ED-D una valida opzione per pazienti residenti in realtà a ridotta densità abitativa, in cui i trasporti incidono in modo significativo, permettendo una netta riduzione delle emissioni equivalenti di CO2 e un notevole risparmio delle risorse sanitarie impiegate.

Parole chiave: emodialisi ospedaliera, emodialisi domiciliare, sostenibilità economica, spesa sanitaria, sostenibilità ambientale, emissioni CO2.

Introduzione

La prevalenza in Italia della Malattia Renale Cronica (MRC) è del 7.05%, e del 2.89% per quanto riguarda lo stadio G3-5, secondo lo studio nazionale italiano relativo al periodo 2008-2012 [1]. La prevalenza degli stadi più avanzati di MRC aumenta tuttavia all’incrementare dell’età della popolazione [6]. In una popolazione mediamente più anziana, a parità di numerosità di persone, sarà quindi presente un numero più elevato di pazienti affetti da MRC avanzata con una necessità maggiore di trattamenti sostitutivi.

La sostenibilità ambientale dei trattamenti sanitari è un tema di fondamentale importanza per il nostro operato, poiché il cambiamento climatico rappresenta una fonte importante di rischio alla salute globale [3]. Il trattamento dialitico, sia extracorporeo che peritoneale, comporta l’emissione di gas ad effetto serra, dovuti principalmente al trasporto del personale, dei pazienti, e dei materiali utilizzati, alla produzione dei consumabili stessi, e al mantenimento della struttura ricettiva che ospita i pazienti [2].

 

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