Maggio Giugno 2022 - Articoli originali

Potrebbe l’emodialisi incrementale essere un nuovo standard di cura? Un suggerimento da uno studio osservazionale a lungo termine

Abstract

Introduzione: Il termine emodialisi (HD) incrementale significa che sia la dose di dialisi che la frequenza possono essere piccole all’inizio del trattamento dialitico e dovrebbero essere aumentate progressivamente per compensare una successiva riduzione della funzione renale residua. Politica del Centro Dialisi di Matera è tentare un inizio incrementale del trattamento dialitico senza una rigorosa dieta ipoproteica in tutti i pazienti che scelgono l’HD e con diuresis quotidiana (UO) >500 ml/die. Questo studio ha lo scopo di analizzare i risultati di questa politica negli ultimi 20 anni.
Materiali e metodi: Sono stati valutati i dati dei pazienti che hanno iniziato il trattamento dialitico nel periodo compreso tra il 01-01-2000 e il 31-12-2019. Criteri di esclusione dallo studio furono: diuresi giornaliera <500 ml/die o follow-up <3 mesi dopo l’inizio del trattamento dialitico. Risultati: I pazienti valutati furono 266; 64 furono esclusi dallo studio. I restanti 202 pazienti furono arruolati nello studio e suddivisi in 3 gruppi (G1, G2 e G3) in base alla frequenza del trattamento all’inizio della dialisi: 117 pazienti (57.9%) cominciarono con ritmo monosettimanale (1HD/wk) (G1); 46 (22.8%) con ritmo bisettimanale (2HD/wk) (G2); 39 (19.3%) con ritmo trisettimanale (3HD/wk) (G3). I pazienti di G1 rimasero in 1HD/wk 11.9 ±14.8 mesi e furono successivamente trasferiti in 2HD/wk per ulteriori 13.0 ±20.3 mesi. I pazienti di G2 rimasero in 2HD/wk 16.7 ±23.2 mesi. Complessivamente, 25943 sessioni furono effettuate durante i periodi di dialisi meno frequente invece di 47988, che sarebbero state effettuate se i pazienti fossero state trattati con 3HD/wk, risparmiando così 22045 sedute (45.9%). La mortalità dell’intero gruppo fu 12.6%, sovrapponibile a quella della mortalità media della popolazione dialitica italiana (16.2%). La sopravvivenza a 1 e 5 anni, non differente in maniera significativa tra i 3 gruppi, fu: 94% e 61% (G1); 83% e 39% (G2); 84% e 46% (G3).
Conclusioni: Il nostro studio osservazionale a lungo termine suggerisce che l’HD incrementale è una valida opzione nei pazienti incidenti, essendo possibile nella gran parte di loro (80.7%) per circa 1-2 anni, con evidenti benefici socio-economici e percentuali di sopravvivenza comparabili a quelli della popolazione dialitica italiana. Tuttavia, mancano studi randomizzati controllati e quindi necessari urgentemente. Se questi confermeranno i dati osservazionali, l’HD incrementale sarà un nuovo standard di cura.

Parole chiave: emodialisi, emodialisi incrementale, clearance renale dell’urea, modello cinetico dell’urea, Diuresi

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Introduction

There is growing interest in an incremental approach to haemodialysis (HD) for incident end-stage kidney disease (ESKD) patients, starting with one (1HD/wk) or two sessions per week (2HD/wk) [14]. Such an approach not only seems to preserve residual kidney function (RKF) and improve health-related quality of life with similar or higher survival rates than those observed in patients receiving the standard thrice weekly HD (3HD/wk) regimen, but also allows saving economic resources [57]. The term “incremental HD” means that, in the presence of substantial RKF, both dialysis dose and frequency can be low at dialysis inception but should be progressively increased, to compensate for any subsequent reduction in RKF [8, 9].

 

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