Abstract
Contesto. Un paradosso clinico sorprendente si presenta ai nefrologi contemporanei: i pazienti in trattamento con inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT-2) – tra le terapie più avanzate per diabete e malattia renale cronica – possono necessitare di salassoterapia, l’intervento medico più antico, per gestire la policitemia indotta dal farmaco.
Obiettivo.Analizzare la traiettoria storica del salasso, da panacea universale a flebotomia terapeutica basata sull’evidenza, e dimostrare come la prospettiva medico-storica possa informare le decisioni cliniche attuali.
Metodi. È stata condotta una revisione storico-clinica approfondita sulle pratiche di salasso nelle diverse civiltà, analizzando il declino della medicina umorale e sintetizzando l’evidenza attuale a favore della flebotomia terapeutica. Sono state esaminate fonti primarie, dai testi medici antichi agli studi clinici moderni, per tracciare l’evoluzione dal salasso indiscriminato all’intervento terapeutico mirato.
Risultati. L’analisi storica evidenzia l’universalità culturale del salasso nelle tradizioni mediche egizia, greca, cinese, islamica e ayurvedica, prima che gli studi sistematici del XIX secolo condotti da Pierre-Charles-Alexandre Louis ne dimostrassero l’inefficacia nella polmonite. La flebotomia terapeutica moderna si è affermata come trattamento evidence-based per l’emocromatosi ereditaria, la policitemia vera e condizioni specialistiche come l’eritrocitosi post-trapianto. Gli inibitori SGLT-2, pur apportando benefici cardiovascolari e renali consolidati, possono indurre una policitemia secondaria in pazienti suscettibili, come documentato nella più ampia casistica disponibile, rendendo necessaria la flebotomia terapeutica in casi selezionati. L’eritrocitosi indotta da SGLT-2 è di solito reversibile, ma pone dilemmi clinici quando la sospensione del farmaco compromette la gestione dello scompenso cardiaco o della nefropatia diabetica.
Conclusioni. La prospettiva del medico-storico rivela che il progresso medico consiste nel perfezionare – più che abbandonare – le pratiche tradizionali. Il fatto che il salasso, pratica antichissima, venga oggi utilizzato per gestire complicanze da terapie molecolari moderne dimostra la natura ciclica della medicina e la perdurante rilevanza della conoscenza storica nel risolvere sfide cliniche contemporanee.
Parole chiave: salasso, flebotomia terapeutica, inibitori SGLT-2, policitemia secondaria



