Abstract
Il Progetto PIRP (Prevenzione Insufficienza Renale Progressiva), nato in Emilia-Romagna all’inizio degli anni 2000, nasceva con la finalità di creare una rete tra medici di medicina generale e nefrologi, volta a identificare precocemente la malattia renale cronica (MRC), rallentarne la progressione e migliorare gli esiti clinici.
Il progetto ha visto varie fasi: una fase formativa per i medici di base, la creazione di ambulatori dedicati e la realizzazione di un registro informatico regionale, che oggi include oltre 38.000 pazienti. I risultati hanno mostrato una riduzione della progressione della MRC, un minor accesso urgente alla dialisi e un miglior controllo delle comorbidità.
Il PIRP si distingue dal PDTA nazionale sulla MRC per il suo approccio operativo e territoriale, basato su dati reali e co-gestione multidisciplinare, mentre il PDTA rappresenta un quadro normativo generale.
Il progetto ha prodotto modelli predittivi (come il CT-PIRP), ha ispirato studi europei comparativi e oggi rappresenta un modello di sanità integrata, utile per l’applicazione di farmaci nefroprotettivi e intelligenza artificiale.
A vent’anni dalla sua nascita, il PIRP resta un esempio di medicina proattiva e collaborativa, anticipando i moderni paradigmi di “population health management”.
Parole chiave: Malattia Renale Cronica, Prevenzione, Integrazione territoriale, Registro clinico, Intelligenza artificiale




