Abstract
L’insufficienza epatica acuta (ALF) e l’insufficienza epatica acuta su cronica (ACLF) rappresentano condizioni cliniche gravemente compromesse, caratterizzate da elevata mortalità e spesso candidabili a trapianto epatico. Negli ultimi anni, i trattamenti extracorporei non biologici (ECLSD) hanno acquisito un ruolo crescente come supporto temporaneo, attraverso la rimozione di tossine idrosolubili e legate all’albumina. Il presente lavoro offre una panoramica dei principali dispositivi disponibili, tra cui SPAD (single pass Albumin Dialysis), MARS (Molecular Adsorbent Recirculation System), Prometheus (Fractionated Plasma Separation and Adsorption), Cytosorb, CPFA (Coupled Plasma Filtration Adsorption) e DPMAS (Dual Plasma Molecular Adsorption System), illustrandone caratteristiche tecniche, efficacia e limiti. Particolare attenzione è rivolta all’esperienza del nostro centro con le tecniche RAED (Recirculated Albumin Extended Dialysis) e RHENOB (Reemplazo Hepático No Biológico), basate su circuiti di albumina ricircolata, con o senza rigenerazione mediante DPMAS. In una serie di sette pazienti con ALF o ACLF trattati con RHENOB, è stata osservata una riduzione significativa della bilirubina (25-50%) già dopo poche sedute, senza eventi avversi emodinamici. Un paziente ha successivamente ricevuto con successo un trapianto epatico, completando il percorso di stabilizzazione biochimica. Le tecniche RAED e RHENOB si configurano come approcci innovativi, efficaci, economicamente sostenibili e applicabili anche in centri privi di tecnologia avanzata. Sono tuttavia necessari studi prospettici controllati per consolidarne l’utilizzo nella pratica clinica.
Parole chiave: insufficienza renale acuta, supporto epatico extracorporeo, MARS, Cytosorb, RHENOB, RAED, DPMAS



