Abstract
Le alterazioni metaboliche quali obesità, insulino-resistenza, prediabete, diabete mellito di tipo 2 e la steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease, MASLD) contribuiscono in misura crescente allo sviluppo della malattia renale cronica (chronic kidney disease, CKD). Sebbene spesso considerate entità separate, queste condizioni condividono meccanismi comuni, tra cui iperfiltrazione glomerulare, squilibrio delle adipochine, infiammazione cronica di basso grado, disfunzione endoteliale e accumulo lipidico, che avviano e sostengono il danno renale molto prima che la CKD classica diventi clinicamente evidente.
Il concetto di Malattia Renale Metabolica (Metabolic Kidney Disease, MKD) offre un quadro unitario in grado di descrivere il continuum del coinvolgimento renale lungo lo spettro metabolico. Le forme di MKD associate a obesità e prediabete spesso precedono la nefropatia diabetica, mentre la MASLD – secondo le più recenti linee guida EASL-EASD-EASO – rappresenta un disordine multisistemico con dirette conseguenze renali. I fenotipi metabolici misti amplificano ulteriormente lo stress metabolico, accelerando la progressione verso la CKD.
Il riconoscimento della MKD ha importanti implicazioni cliniche. Strategie di screening più ampie potrebbero consentire l’identificazione precoce di alterazioni renali in soggetti con vulnerabilità metabolica non intercettati dai criteri tradizionali di CKD. L’integrazione della valutazione metabolica nella pratica nefrologica potrebbe favorire interventi più precoci e olistici, con un potenziale miglioramento degli esiti cardiorenali.
Parole chiave: obesità, diabete mellito di tipo 2, prediabete, malattia renale cronica, disfunzione epatica, sindrome cardiorenale metabolica, albuminuria, iperfiltrazione glomerulare




