Il 1° gennaio scorso si è spento a Milano, all’età di 89 anni, il Professor Claudio Ponticelli, nefrologo di chiara fama internazionale ed imprescindibile punto di riferimento per generazioni di Nefrologi Italiani. Fino agli ultimi giorni della sua vita, nonostante il declino fisico, ma non intellettuale, ha dedicato le proprie energie al progresso della nostra disciplina, partecipando attivamente a congressi scientifici, offrendo il proprio esempio e la propria esperienza alle nuove generazioni di Nefrologi e continuando la propria produzione scientifica, con alcuni suoi contributi che vedranno la luce postumi.
La produzione scientifica del Prof. Ponticelli costituisce una pietra miliare nella storia della nefrologia italiana. Dotato di una straordinaria prontezza analitica e di una visione lungimirante, ha saputo anticipare l’evoluzione della nostra disciplina con tenacia e dedizione, divenendo un punto di riferimento non solo nazionale, ma anche sovranazionale.
Oltre all’indiscusso valore accademico, Ponticelli si distingueva per la sua integrità e libertà intellettuale, caratteristiche entrambe mantenute con dignità anche di fronte alle inevitabili avversità che possono occorrere lungo il cammino personale e professionale di ciascuno di noi. Il suo agire è stato costantemente guidato dall’etica della cura e dalla convinzione che l’assistenza sanitaria d’eccellenza debba essere un diritto garantito ad ogni paziente.
Sostenitore convinto della cooperazione tra specialisti, ha promosso studi randomizzati spontanei che hanno elevato gli standard di cura e la condivisione del sapere. Negli ultimi anni, pur non potendo più esercitare l’attività clinica diretta, ha rivolto il suo interesse verso ambiti di ricerca maggiormente speculativi, continuando parallelamente a fornire contributi seminali sugli argomenti a lui più cari, in particolare le glomerulonefriti e la gestione della terapia immunosoppressiva nei pazienti sottoposti a trapianto di rene.
Sebbene i riconoscimenti pubblici non siano sempre stati proporzionati al suo effettivo valore, l’influenza del Prof. Ponticelli resta viva attraverso le sue numerose pubblicazioni scientifiche, che hanno formato generazioni di medici. La sua vasta produzione scientifica (oltre 650 pubblicazioni su riviste internazionali) ha abbracciato l’intera patologia glomerulare; si ricorda, in particolare, il suo contributo fondamentale nello studio della nefropatia membranosa – il cui protocollo terapeutico di riferimento porta ancora oggi il suo nome – oltre alle ricerche sulle nefropatie a lesioni minime, a sclerosi focale, a depositi di IgA e nefrite lupica.
Custodire la sua eredità è quindi oggi un dovere imprescindibile per preservare quel connubio di rigore scientifico e profonda umanità che egli ha saputo incarnare magistralmente durante tutta la sua carriera.
“Che la terra gli sia lieve”


