Abstract
Il trattamento emodialitico con dialisato a basse temperature (< 36 °C) rappresenta una strategia efficace nella prevenzione dell’ipotensione intradialitica e, più in generale, nel miglioramento della stabilità emodinamica del paziente. Ulteriori benefici di questo approccio possono interessare anche altri sistemi, tra cui quello cardiovascolare e il sistema nervoso centrale. Accanto a tali effetti favorevoli, sono stati tuttavia riportati alcuni svantaggi, come l’accentuato discomfort percepito dal paziente, mentre i dati riguardanti l’efficienza depurativa appaiono ancora contrastanti. Alla luce di queste considerazioni, e attraverso l’analisi dei principali studi pubblicati su PubMed® nell’ultimo decennio, proponiamo una valutazione complessiva ed esaustiva della cosiddetta “cool dialysis”.
Parole chiave: dialisi a bassa temperatura, dialisato raffreddato, stabilità emodinamica



