Novembre Dicembre 2025 - Editoriali

Un capitolo che si chiude, un percorso che continua

Cara Laura, carissimi dell’Editorial Board, cari Lettori,

è con quel caratteristico sapore dolceamaro che accompagna la chiusura di un capitolo significativo che mi ritrovo a fare il bilancio dei miei otto anni come Editor in Chief del Giornale Italiano di Nefrologia. È stato per me un onore poter accompagnare per un tratto della sua crescita il GIN, in un percorso iniziato ben prima del mio mandato e che sono certo proseguirà al meglio sotto l’attenta guida di Laura Cosmai.

Quello attraversato in questi anni è stato un cammino dinamico, fatto di collaborazione e confronto continuo. Ho lavorato in sinergia con l’Editorial Board, con gli autori e anche con i lettori, che sono i veri editori di un giornale. Sono questi la vera ricchezza. Il numero dei lettori ha mantenuto un incredibile trend di crescita, e il giornale ha acquisito un respiro più internazionale: in ogni numero è presente un set di articoli in inglese, scelta che ha ampliato la platea e aperto le porte del GIN anche a sottomissioni provenienti da team di ricerca internazionali, un processo che certamente dovrà essere portato a compimento in un percorso già scritto. In questo modo la rivista estende la propria voce oltre i confini nazionali, mantenendo allo stesso tempo un chiaro radicamento nella comunità nefrologica italiana, di cui è a servizio.

La nefrologia italiana è ricca di entusiasti portatori di proposte e foriera di spunti preziosi. Un ruolo fondamentale l’ha avuto la SIN, sempre presente, insieme ai presidenti che si sono succeduti e che desidero ringraziare sinceramente per il costante sostegno e la grande libertà che hanno concesso, Tino Gesualdo, Giuliano Brunori, Pier Giorgio Messa, Stefano Bianchi ed ora Luca De Nicola.

Come è naturale alla fine di un percorso, si è portati a riflettere su ciò che è stato realizzato, ma proverò a non farlo eccessivamente. Mi piace ricordare solo alcuni traguardi significativi: la collaborazione con Elsevier, Scopus ed Embase, l’assegnazione dei DOI, l’indicizzazione su PubMed e la conservazione a lungo termine garantita da Portico. L’introduzione di tool di rilevazione dell’uso dell’intelligenza artificiale, non per limitarne l’impiego – che rimane ammesso seppur limitato a supporto all’organizzazione del testo – ma per garantire trasparenza e correttezza. Questi sono elementi del percorso che condurrà il GIN verso l’ottenimento di un proprio Impact Factor, passaggio decisivo nel consolidamento della sua posizione nel panorama delle riviste scientifiche e che consiglio di perseguire come obiettivo prioritario.

La nefrologia è di fronte a svolte epocali sotto gli occhi di tutti, un grande giornale serve per accompagnarle con chiarezza, metodo e coscienza.

Cara Laura buon lavoro,

Gaetano La Manna