L’International Vicenza Course on CRRT and Critical Care Nephrology è uno degli eventi scientifici più rilevanti a livello mondiale nel campo della nefrologia critica e della terapia sostitutiva renale continua (CRRT). Nato sotto l’egida del Reparto di Nefrologia di Vicenza e dell’International Renal Research Institute of Vicenza (IRRIV), questo corso ha raggiunto quest’anno la 43a edizione (Figura 1). Da sempre il corso rappresenta un punto di riferimento per medici, ricercatori, infermieri e specialisti provenienti da tutto il mondo. Il programma è progettato per offrire un aggiornamento completo e multidisciplinare sulle più recenti innovazioni in ambito di nefrologia critica, insufficienza renale acuta (AKI), terapie extracorporee di supporto organico (MOST – ECOS), bioingegneria applicata, e gestione integrata del paziente critico [1, 2]. La struttura didattica include lezioni frontali, sessioni interattive, workshop pratici e casi clinici, con il contributo di esperti internazionali di fama riconosciuta. Anche quest’anno tra i principali temi affrontati vi sono stati l’epidemiologia, la fisiopatologia e la gestione clinica dell’AKI nel paziente critico, la modalità e le strategie di CRRT, le terapie extracorporee integrate (ECMO, emoadsorbimento, plasmaferesi), i biomarcatori e la diagnosi precoce del danno renale acuto, le innovazioni tecnologiche e i dispositivi avanzati, gli approcci personalizzati alla terapia renale sostitutiva, la sostenibilità e l’impatto ambientale delle terapie di supporto d’organo, le innovazioni in campo pediatrico, l’impatto della nuova ricerca farmacologica sulla prevenzione e protezione renale in caso di situazioni ad alto rischio, il significato dell’apporto farmacologico alla riparazione del tessuto renale, limitando e rallentando la progressione del danno verso la malattia renale cronica.

L’evento ancora una volta ha favorito la diffusione delle conoscenze più aggiornate, e promosso la collaborazione internazionale e lo scambio tra diverse discipline, tra cui anestesia, terapia intensiva, nefrologia e ingegneria biomedica. Soprattutto, grazie all’apporto di numerose università italiane ed estere nonché di società scientifiche blasonate (fra cui la Società Italiana di Nefrologia) come partner scientifici, si è potuto disporre di una lista di insegnanti di livello mondiale con i quali giovani specializzandi (cui è stata concessa l’iscrizione gratuita) hanno potuto colloquiare e scambiare preziose impressioni e informazioni (Figura 2). Con la sua combinazione unica di rigore scientifico e attenzione alla pratica clinica, il Vicenza Course continua dunque dopo 43 anni a formare le nuove generazioni di professionisti delle cure intensive e a ispirare lo sviluppo di nuovi paradigmi terapeutici per il trattamento dei pazienti più fragili.

Da sempre la faculty del Vicenza Course rappresenta la crema dei ricercatori e clinici del settore: colleghi la cui produzione scientifica rasenta il 95% della letteratura nel settore della nefrologia critica. Fra tutti, da sempre, abbiamo avuto nomi ben conosciuti e di spicco, ma quest’anno il corso è stato privato del suo grande maestro e amico, il professor Rinaldo Bellomo. L’amicizia e la collaborazione con il Prof. Bellomo nasce alla fine degli anni ’80 quando candidamente si presentò nel mio studio a Vicenza e mi disse le testuali parole: “Dr. Ronco, voglio imparare le terapie renali continue”. Rinaldo (1956-2025) è stato il primo vero “fellow” del nostro istituto (Figura 3) e, come spesso accade, l’allievo ha di lunga superato il maestro. Negli stessi anni si confrontò, con la stessa umiltà e semplicità, con il gruppo di Michael Pinsky a Pittsburgh, dove condivise un’esperienza straordinaria con John Kellum e altri colleghi, lasciando un’impronta indelebile. In quegli anni, Debby, la sua amata moglie, diede alla luce Hilary e condividemmo alcuni giorni interessanti nella loro piccola casa a Pittsburgh, lavorando a diversi progetti.

Quante volte a Vicenza, San Diego o Pittsburgh abbiamo trascorso serate stimolanti insieme, discutendo di scienza, ricerca, filosofia e vita. Questi incontri e discussioni furono definiti da molti amici e colleghi come la riunione dei 4 moschettieri (Bellomo, Kellum, Mehta, Ronco) (Figura 4).

Clinico, scienziato, mentore e straordinario essere umano, ha lasciato con la sua scomparsa un profondo vuoto nella comunità medica e scientifica mondiale. Visionario della medicina intensiva, ha ispirato generazioni attraverso il suo lavoro, la sua saggezza e la sua umanità. Professore di Medicina Intensiva presso l’Università di Melbourne, Rinaldo ricopriva anche incarichi alla Monash University, alla University of New South Wales, al George Institute di Sydney e al Florey Institute of Physiology di Melbourne. Era co-direttore dell’Australian and New Zealand Intensive Care Research Centre e presidente fondatore del Clinical Trials Group dell’ANZICS. Nato a Reggio Emilia, Rinaldo incarnava lo spirito rinascimentale: profondamente filosofico e culturalmente curioso, ma scientificamente rigoroso. Il suo percorso accademico lo portò dall’Italia alla Germania, al Sudafrica, agli Stati Uniti e infine in Australia, dove si laureò in medicina alla Monash University nel 1982. Ha completato la sua formazione avanzata in nefrologia, pneumologia e medicina intensiva, per poi unirsi al programma multidisciplinare di terapia intensiva dell’Università di Pittsburgh (1992-1994), dove nacquero collaborazioni che durarono tutta la vita. Il lavoro di Rinaldo in diversi ambiti della medicina intensiva è stato riconosciuto a livello mondiale e le sue metriche bibliometriche sono leggendarie. Il suo impatto sulla pratica della terapia intensiva a livello mondiale è così enorme che, dal 2014, è stato riconosciuto da Clarivate Analytics come una delle menti scientifiche più influenti del nostro tempo. Nel 2015, è diventato il primo ricercatore biomedico australiano a superare i 1.000 articoli indicizzati su Scopus, con oltre 100.000 citazioni totali nella sua carriera e una media annua di oltre 9.000 citazioni negli ultimi 5 anni. È il ricercatore medico più pubblicato e più citato nella storia della medicina australiana. Premi, riconoscimenti e pubblicazioni sono innumerevoli, ma nonostante la sua eccezionale produzione accademica, era umile, generoso e profondamente dedito alla collaborazione. Spesso cedeva la posizione di autore senior ai colleghi e promuoveva reti di ricerca internazionali fondate sulla fiducia e l’apertura. La sua prima passione scientifica fu la purificazione del sangue. Fu tra i primi ad appassionarsi all’emofiltrazione e in seguito all’emoadsorbimento. Con lui abbiamo portato a termine oltre 200 pubblicazioni scientifiche e numerosi trattati fra cui il classico “Critical Care Nephrology”, primo libro di testo a sancire la nascita della nuova specialità chiamata nefrologia critica [3]. Famoso il nostro primo editoriale sull’importanza di un approccio multidisciplinare alla disfunzione renale in terapia intensiva [4]. Rinaldo ha condiviso diverse avventure scientifiche, dalla serie dei Cappuccini [5], al ruolo di co-fondatore dell’Acute Dialysis Quality Initiative (ADQI) [6].
Più che per i suoi titoli e riconoscimenti, Rinaldo sarà ricordato per la sua infinita curiosità, integrità intellettuale e umanità. Considerava la ricerca uno strumento per scoprire la verità, partendo da domande cliniche pratiche, non da ipotesi elevate, lasciando che fossero i dati a guidare le conclusioni. Come diceva spesso: “come Galileo dobbiamo trovare un piccolo granello di verità nella vasta cornucopia del possibile”. Non era solo un clinico e scienziato brillante, ma anche uno studioso di storia, politica e filosofia. Amava la cultura, il dialogo e il dibattito tra colleghi. Che fosse a Vicenza, San Diego, Melbourne o Pittsburgh, le nostre lunghe conversazioni – sulla vita e sulla scienza – restano tra i ricordi più cari. Con i suoi amici e collaboratori più stretti, ha costruito ponti tra continenti, discipline e generazioni. Il suo impatto andava ben oltre l’accademia. Ha fatto da mentore a innumerevoli allievi, ha sostenuto giovani ricercatori con umiltà ed entusiasmo, e ha trattato ogni collega con gentilezza e rispetto. Per molti, era una figura rarissima: un gigante della scienza che rimaneva accessibile e sincero. Lascia una eredità clinica e di ricerca che esprime la sua e la nostra convinzione che la purificazione del sangue possa essere applicata a molte condizioni critiche, inclusa la sepsi, oltre alla classica insufficienza renale [7]. Rinaldo è stato più di un collega, vorrei dire un fratello. Ha perseguito la scienza con passione, l’amicizia con sincerità e la vita con uno scopo. La sua eredità vive in ogni studio che ha ispirato, in ogni mente che ha nutrito e in ogni vita che ha toccato. La sua eredità scientifica e morale ci seguirà negli anni a venire e speriamo che la comunità scientifica possa trasmettere il suo messaggio di generosità e dedizione alle generazioni future affinché la sua opera non cada in un oblio che rappresenterebbe una perdita per la scienza e per l’umanità [8].
Grazie per i tuoi insegnamenti Professor Bellomo, grazie Rinaldo, mentore di scienza e di vita.
Bibliografia
- Rizo-Topete L, Ronco C. Critical Care Nephrology: A Multidisciplinary Approach. Blood Purif. 2017;43(1-3):53-56. https://doi.org/10.1159/000453018. Epub 2016 Dec 3. PMID: 27915328.
- Ronco C, Ricci Z, Husain-Syed F. From Multiple Organ Support Therapy to Extracorporeal Organ Support in Critically Ill Patients. Blood Purif. 2019;48(2):99-105. https://doi.org/10.1159/000490694. Epub 2019 Apr 26. PMID: 31030203.
- Ronco C, Bellomo R, Kellum JA, Ricci Z: Critical care Nephrology 3rd edition, Elsevier medical sciences, 2018.
- Ronco C, Bellomo R. Critical care nephrology: the time has come. Nephrol Dial Transplant. 1998 Feb;13(2):264-7. https://doi.org/10.1093/oxfordjournals.ndt.a027816. PMID: 9509432.
- Cappuccino with Claudio Ronco: 374. Cappuccino with Prof. Rinaldo Bellomo: https://www.youtube.com/playlist?list=PL78_fieyQp35MHZ87bD0FnL1pvw7lvweU
- Bellomo R, Kellum JA, Mehta R, Palevsky PM, Ronco C. The Acute Dialysis Quality Initiative II: the Vicenza conference. Adv Ren Replace Ther. 2002 Oct;9(4):290-3. https://doi.org/10.1053/jarr.2002.35574. PMID: 12382233.
- Bellomo R, Ankawi G, Bagshaw SM, Baldwin I, et al. Hemoadsorption: consensus report of the 30th Acute Disease Quality Initiative workgroup. Nephrol Dial Transplant. 2024 Nov 27;39(12):1945-1964. https://doi.org/10.1093/ndt/gfae089. PMID: 38621759.


