Luglio Agosto 2025 - Editorial

Il Vicenza Course sulla Nefrologia Critica e la legacy di Rinaldo Bellomo

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L’International Vicenza Course on CRRT and Critical Care Nephrology è uno degli eventi scientifici più rilevanti a livello mondiale nel campo della nefrologia critica e della terapia sostitutiva renale continua (CRRT). Nato sotto l’egida del Reparto di Nefrologia di Vicenza e dell’International Renal Research Institute of Vicenza (IRRIV), questo corso ha raggiunto quest’anno la 43a edizione (Figura 1). Da sempre il corso rappresenta un punto di riferimento per medici, ricercatori, infermieri e specialisti provenienti da tutto il mondo. Il programma è progettato per offrire un aggiornamento completo e multidisciplinare sulle più recenti innovazioni in ambito di nefrologia critica, insufficienza renale acuta (AKI), terapie extracorporee di supporto organico (MOST – ECOS), bioingegneria applicata, e gestione integrata del paziente critico [1, 2]. La struttura didattica include lezioni frontali, sessioni interattive, workshop pratici e casi clinici, con il contributo di esperti internazionali di fama riconosciuta. Anche quest’anno tra i principali temi affrontati vi sono stati l’epidemiologia, la fisiopatologia e la gestione clinica dell’AKI nel paziente critico, la modalità e le strategie di CRRT, le terapie extracorporee integrate (ECMO, emoadsorbimento, plasmaferesi), i biomarcatori e la diagnosi precoce del danno renale acuto, le innovazioni tecnologiche e i dispositivi avanzati, gli approcci personalizzati alla terapia renale sostitutiva, la sostenibilità e l’impatto ambientale delle terapie di supporto d’organo, le innovazioni in campo pediatrico, l’impatto della nuova ricerca farmacologica sulla prevenzione e protezione renale in caso di situazioni ad alto rischio, il significato dell’apporto farmacologico alla riparazione del tessuto renale, limitando e rallentando la progressione del danno verso la malattia renale cronica.

Locandina della 43ª edizione del Vicenza Course
Figura 1. Locandina della 43ª edizione del Vicenza Course, evento di riferimento mondiale in nefrologia critica e terapie extracorporee.

L’evento ancora una volta ha favorito la diffusione delle conoscenze più aggiornate, e promosso la collaborazione internazionale e lo scambio tra diverse discipline, tra cui anestesia, terapia intensiva, nefrologia e ingegneria biomedica. Soprattutto, grazie all’apporto di numerose università italiane ed estere nonché di società scientifiche blasonate (fra cui la Società Italiana di Nefrologia) come partner scientifici, si è potuto disporre di una lista di insegnanti di livello mondiale con i quali giovani specializzandi (cui è stata concessa l’iscrizione gratuita) hanno potuto colloquiare e scambiare preziose impressioni e informazioni (Figura 2). Con la sua combinazione unica di rigore scientifico e attenzione alla pratica clinica, il Vicenza Course continua dunque dopo 43 anni a formare le nuove generazioni di professionisti delle cure intensive e a ispirare lo sviluppo di nuovi paradigmi terapeutici per il trattamento dei pazienti più fragili.

Figura 2. Partner scientifici della 43ª edizione del Vicenza Course.
Figura 2. Partner scientifici della 43ª edizione del Vicenza Course.

Da sempre la faculty del Vicenza Course rappresenta la crema dei ricercatori e clinici del settore: colleghi la cui produzione scientifica rasenta il 95% della letteratura nel settore della nefrologia critica. Fra tutti, da sempre, abbiamo avuto nomi ben conosciuti e di spicco, ma quest’anno il corso è stato privato del suo grande maestro e amico, il professor Rinaldo Bellomo. L’amicizia e la collaborazione con il Prof. Bellomo nasce alla fine degli anni ’80 quando candidamente si presentò nel mio studio a Vicenza e mi disse le testuali parole: “Dr. Ronco, voglio imparare le terapie renali continue”. Rinaldo (1956-2025) è stato il primo vero “fellow” del nostro istituto (Figura 3) e, come spesso accade, l’allievo ha di lunga superato il maestro. Negli stessi anni si confrontò, con la stessa umiltà e semplicità, con il gruppo di Michael Pinsky a Pittsburgh, dove condivise un’esperienza straordinaria con John Kellum e altri colleghi, lasciando un’impronta indelebile. In quegli anni, Debby, la sua amata moglie, diede alla luce Hilary e condividemmo alcuni giorni interessanti nella loro piccola casa a Pittsburgh, lavorando a diversi progetti.

Figura 3. Il Prof. Bellomo è stato il primo “fellow” dell’IRRIV.
Figura 3. Il Prof. Bellomo è stato il primo “fellow” dell’IRRIV.

Quante volte a Vicenza, San Diego o Pittsburgh abbiamo trascorso serate stimolanti insieme, discutendo di scienza, ricerca, filosofia e vita. Questi incontri e discussioni furono definiti da molti amici e colleghi come la riunione dei 4 moschettieri (Bellomo, Kellum, Mehta, Ronco) (Figura 4).

Figura 4. In piedi: Prof. Claudio Ronco. Seduti, da sinistra: i Proff. Ravindra Mehta, Rinaldo Bellomo e John Kellum.

Clinico, scienziato, mentore e straordinario essere umano, ha lasciato con la sua scomparsa un profondo vuoto nella comunità medica e scientifica mondiale. Visionario della medicina intensiva, ha ispirato generazioni attraverso il suo lavoro, la sua saggezza e la sua umanità. Professore di Medicina Intensiva presso l’Università di Melbourne, Rinaldo ricopriva anche incarichi alla Monash University, alla University of New South Wales, al George Institute di Sydney e al Florey Institute of Physiology di Melbourne. Era co-direttore dell’Australian and New Zealand Intensive Care Research Centre e presidente fondatore del Clinical Trials Group dell’ANZICS. Nato a Reggio Emilia, Rinaldo incarnava lo spirito rinascimentale: profondamente filosofico e culturalmente curioso, ma scientificamente rigoroso. Il suo percorso accademico lo portò dall’Italia alla Germania, al Sudafrica, agli Stati Uniti e infine in Australia, dove si laureò in medicina alla Monash University nel 1982. Ha completato la sua formazione avanzata in nefrologia, pneumologia e medicina intensiva, per poi unirsi al programma multidisciplinare di terapia intensiva dell’Università di Pittsburgh (1992-1994), dove nacquero collaborazioni che durarono tutta la vita. Il lavoro di Rinaldo in diversi ambiti della medicina intensiva è stato riconosciuto a livello mondiale e le sue metriche bibliometriche sono leggendarie. Il suo impatto sulla pratica della terapia intensiva a livello mondiale è così enorme che, dal 2014, è stato riconosciuto da Clarivate Analytics come una delle menti scientifiche più influenti del nostro tempo. Nel 2015, è diventato il primo ricercatore biomedico australiano a superare i 1.000 articoli indicizzati su Scopus, con oltre 100.000 citazioni totali nella sua carriera e una media annua di oltre 9.000 citazioni negli ultimi 5 anni. È il ricercatore medico più pubblicato e più citato nella storia della medicina australiana. Premi, riconoscimenti e pubblicazioni sono innumerevoli, ma nonostante la sua eccezionale produzione accademica, era umile, generoso e profondamente dedito alla collaborazione. Spesso cedeva la posizione di autore senior ai colleghi e promuoveva reti di ricerca internazionali fondate sulla fiducia e l’apertura. La sua prima passione scientifica fu la purificazione del sangue. Fu tra i primi ad appassionarsi all’emofiltrazione e in seguito all’emoadsorbimento. Con lui abbiamo portato a termine oltre 200 pubblicazioni scientifiche e numerosi trattati fra cui il classico “Critical Care Nephrology”, primo libro di testo a sancire la nascita della nuova specialità chiamata nefrologia critica [3].  Famoso il nostro primo editoriale sull’importanza di un approccio multidisciplinare alla disfunzione renale in terapia intensiva [4]. Rinaldo ha condiviso diverse avventure scientifiche, dalla serie dei Cappuccini [5], al ruolo di co-fondatore dell’Acute Dialysis Quality Initiative (ADQI) [6].

Più che per i suoi titoli e riconoscimenti, Rinaldo sarà ricordato per la sua infinita curiosità, integrità intellettuale e umanità. Considerava la ricerca uno strumento per scoprire la verità, partendo da domande cliniche pratiche, non da ipotesi elevate, lasciando che fossero i dati a guidare le conclusioni. Come diceva spesso: “come Galileo dobbiamo trovare un piccolo granello di verità nella vasta cornucopia del possibile”. Non era solo un clinico e scienziato brillante, ma anche uno studioso di storia, politica e filosofia. Amava la cultura, il dialogo e il dibattito tra colleghi. Che fosse a Vicenza, San Diego, Melbourne o Pittsburgh, le nostre lunghe conversazioni – sulla vita e sulla scienza – restano tra i ricordi più cari. Con i suoi amici e collaboratori più stretti, ha costruito ponti tra continenti, discipline e generazioni. Il suo impatto andava ben oltre l’accademia. Ha fatto da mentore a innumerevoli allievi, ha sostenuto giovani ricercatori con umiltà ed entusiasmo, e ha trattato ogni collega con gentilezza e rispetto. Per molti, era una figura rarissima: un gigante della scienza che rimaneva accessibile e sincero. Lascia una eredità clinica e di ricerca che esprime la sua e la nostra convinzione che la purificazione del sangue possa essere applicata a molte condizioni critiche, inclusa la sepsi, oltre alla classica insufficienza renale [7]. Rinaldo è stato più di un collega, vorrei dire un fratello. Ha perseguito la scienza con passione, l’amicizia con sincerità e la vita con uno scopo. La sua eredità vive in ogni studio che ha ispirato, in ogni mente che ha nutrito e in ogni vita che ha toccato. La sua eredità scientifica e morale ci seguirà negli anni a venire e speriamo che la comunità scientifica possa trasmettere il suo messaggio di generosità e dedizione alle generazioni future affinché la sua opera non cada in un oblio che rappresenterebbe una perdita per la scienza e per l’umanità [8].

Grazie per i tuoi insegnamenti Professor Bellomo, grazie Rinaldo, mentore di scienza e di vita.

 

Bibliografia

  1. Rizo-Topete L, Ronco C. Critical Care Nephrology: A Multidisciplinary Approach. Blood Purif. 2017;43(1-3):53-56. https://doi.org/10.1159/000453018. Epub 2016 Dec 3. PMID: 27915328.
  2. Ronco C, Ricci Z, Husain-Syed F. From Multiple Organ Support Therapy to Extracorporeal Organ Support in Critically Ill Patients. Blood Purif. 2019;48(2):99-105. https://doi.org/10.1159/000490694. Epub 2019 Apr 26. PMID: 31030203.
  3. Ronco C, Bellomo R, Kellum JA, Ricci Z: Critical care Nephrology 3rd edition, Elsevier medical sciences, 2018.
  4. Ronco C, Bellomo R. Critical care nephrology: the time has come. Nephrol Dial Transplant. 1998 Feb;13(2):264-7. https://doi.org/10.1093/oxfordjournals.ndt.a027816. PMID: 9509432.
  5. Cappuccino with Claudio Ronco: 374. Cappuccino with Prof. Rinaldo Bellomo: https://www.youtube.com/playlist?list=PL78_fieyQp35MHZ87bD0FnL1pvw7lvweU
  6. Bellomo R, Kellum JA, Mehta R, Palevsky PM, Ronco C. The Acute Dialysis Quality Initiative II: the Vicenza conference. Adv Ren Replace Ther. 2002 Oct;9(4):290-3. https://doi.org/10.1053/jarr.2002.35574. PMID: 12382233.
  7. Bellomo R, Ankawi G, Bagshaw SM, Baldwin I, et al. Hemoadsorption: consensus report of the 30th Acute Disease Quality Initiative workgroup. Nephrol Dial Transplant. 2024 Nov 27;39(12):1945-1964. https://doi.org/10.1093/ndt/gfae089. PMID: 38621759.