Novembre Dicembre 2021

Insufficienza respiratoria grave nei pazienti con polmonite SARS-CoV-2 in trattamento emodialitico cronico: prevalenza e fattori associati. Esperienza dell’ospedale Cardarelli di Napoli

Abstract

Background: La sindrome da insufficienza respiratoria acuta da SARS‑CoV‑2 è associata ad un’elevata mortalità, ma pochi dati sono attualmente disponibili per i pazienti in trattamento emodialitico cronico.
Metodi: Abbiamo condotto un’analisi retrospettiva allo scopo di valutare la comparsa di acute respiratory distress syndrome (ARDS) in pazienti con polmonite interstiziale da SARS‑CoV‑2 accertata mediante tampone molecolare e TC del torace ad alta risoluzione. Veniva poi assegnato uno score radiologico (0/24) in base alla gravità della polmonite. L’outcome primario era la comparsa di ARDS, ossia la presenza di un rapporto P/F <200. Abbiamo incluso 57 dei 90 pazienti in emodialisi afferenti all’unità di Nefrologia dell’ospedale Cardarelli di Napoli tra il 1 Settembre 2020 e il 1 Marzo 2021. I pazienti avevano età media di 66,5 ±13,4 anni, 61,4% di loro era di sesso maschile, 42,1% era diabetico e 52,6% riportava un pregresso evento cardiovascolare. Tutti i pazienti erano in trattamento dialitico standard intermittente. Risultati: I pazienti in cui si verificava ARDS presentavano all’HRCT di entrata uno score di polmonite più grave di quelli che non sviluppavano ARDS (score: 15 [C.I.95%:10-21] vs 1 [C.I.95%: 7-16]; P=0.015). Alla regressione logistica, lo score della polmonite rappresentava il principale fattore correlato alla comparsa dell’ARDS, indipendentemente dall’età, dal genere e dalla presenza di diabete, bronco-pneumopatia cronica e pregressa patologia CV. Il rischio di morte a 30 giorni era di 83,3% nei pazienti con ARDS vs 19,3% nei pazienti senza ARDS.
Conclusioni: Questa analisi retrospettiva evidenzia che i pazienti in HD affetti da polmonite secondaria a COVID presentano un elevato rischio di ARDS, direttamente correlato alla gravità di presentazione della TC all’ingresso. I nostri dati forniscono ulteriori prove della necessità delle strategie di prevenzione, prima tra tutte la campagna vaccinale, al fine di prevenire la comparsa di complicanze nel paziente emodializzato.

Parole chiave: SARS‑CoV‑2, acute respiratory distress syndrome, trattamento emodialitico cronico, analisi retrospettiva, prevalenza, fattori associati

Introduzione

Alla fine del 2019 un nuovo coronavirus, identificato poi come SARS-CoV-2, è stato riconosciuto come causa di un’elevata incidenza di polmoniti interstiziali che si erano registrati nella città di Wuhan in Cina ed in seguito tutta la provincia cinese dello Hubei. Nei primi mesi del 2020 la diffusione di tale virus è diventata globale, tanto da portare, l’11 marzo, il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale delle Sanità a dichiarare lo stato di pandemia [1]. La pandemia ha avuto un significativo impatto a livello mondiale, con importanti ricadute sociali ed assistenziali, coinvolgendo milioni di persone e mettendo duramente alla prova il Sistema Sanitario di tutti paesi del mondo [2].

 

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