Luglio Agosto 2020

La complessa eziopatogenesi della glomerulosclerosi focale segmentaria

Abstract

La glomerulosclerosi focale segmentaria (GSFS) è uno spettro patologico sotteso da fattori eziologici estremamente eterogenei. La conoscenza delle cause di GSFS dovrebbe essere parte del bagaglio culturale del nefrologo, influenzando in modo importante la successiva gestione clinica del malato. La terapia immunosoppressiva andrà infatti considerata solo per le forme idiopatiche, mentre per tutte le forme secondarie sarà necessario mettere in atto manovre volte a trattare o contenere il fattore scatenante la glomerulonefrite. L’importanza di distinguere le forme idiopatiche dalle secondarie deriva inoltre dal fatto che solo le prime tendono a recidivare nel post trapianto.

Occorre sottolineare come, nonostante l’elevata eterogeneità dei fattori eziologici, i momenti patogenetici della GSFS sono simili e recenti ricerche avrebbero anche permesso l’identificazione di cellule glomerulari potenzialmente in grado di contribuire al ripristino del comparto podocitario rappresentando pertanto bersagli terapeutici di grande interesse.

Obiettivo di questa review è quello di discutere i fattori eziologici responsabili di GSFS oltre che svolgere una trattazione sui principali momenti patogenetici di questa glomerulonefrite.

Parole chiave: glomerulosclerosi focale segmentaria, sindrome nefrosica, podocitopatia

Introduzione

La glomerulosclerosi focale segmentaria (GSFS) è stata storicamente definita come un pattern di danno glomerulare caratterizzato da sclerosi in parte del flocculo (segmentale) di una porzione variabile di glomeruli (focale) alla microscopia ottica di una biopsia renale [1]. Essa è attualmente una delle più frequenti cause di sindrome nefrosica, entità clinica con incidenza di 20-70 casi su 1000000 di persone/anno e prevalenza di 160 casi su 1000000 di persone; la GSFS, infatti, arriva a costituire fino al 25-40% dei casi totali di sindrome nefrosica dell’adulto e il 20% dei casi totali dell’infante [13], con una lieve predilezione per il sesso maschile (rapporto M:F = 1.5-2:1) [4, 5]. I tassi di incidenza medi riportati in letteratura globalmente sono compresi tra 2 e 11/1000000 di persone/anno [6]; è tuttavia importante sottolineare come, nelle ultime decadi, l’incidenza della GSFS abbia subito un incremento complessivo di 3-13 volte, a fronte di un relativo calo nella diagnosi di altre glomerulonefriti [2, 4, 7]. La GSFS è inoltre la glomerulonefrite primitiva associata al più elevato tasso di progressione verso l’insufficienza renale avanzata (end stage renal disease – ESRD), anch’esso in progressivo incremento: dal 1980 al 2000 è stato infatti riportato un incremento complessivo della proporzione di ESRD attribuibili alla GSFS di 11 volte (da 0.2% a 2.3%) [8]. Nel 2010 tale stima è ulteriormente salita al 4% [9].
 

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