
L’importanza di un libro, se è un romanzo, è decretata dalla numerosità dei suoi lettori.
Se è, invece, un libro che tratta di argomenti scientifici, e perciò dedicato ad argomenti specialistici, è la sua longevità (con l’accoglienza che rimane alta tra gli esperti) e la capacità di integrarsi con le nuove conoscenze che ne sottolinea l’utilità e perciò l’importanza.
Così è per “Guida alla Dialisi” di Luigi Catizone (Figura 1, copertina del libro).
Questo libro è alla quarta edizione a 35 anni dalla sua prima pubblicazione, ma non è un libro ‘vecchio’, perché il suo Autore lo ha aggiornato continuamente rendendolo testimonianza delle conoscenze scientifiche attuali. E questo è un pregio di per sé, poiché testimonia la capacità del Dott. Catizone di costantemente aggiornare le conoscenze all’evoluzione continua e prepotente di una terapia che è salvavita e che non ha ancora conosciuto eguali nelle altre branche mediche in tema di velocità di miglioramento tecnologico.
Conosco Luigi Catizone e ho sempre apprezzato la sua capacità di tradurre “in modo semplice e comprensibile a tutti” la complessità dell’argomento. L’edizione 2017 della “Guida alla Dialisi” (Patron Editore) conferma questa sua bravura.
È un libro che è adatto allo specializzando che entra per la prima volta in una sala di dialisi, ma anche al giovane nefrologo che inizia la sua attività clinica e soprattutto al nefrologo già formato. E’ anche consigliato alle figure infermieristiche che partecipano alla cura del paziente uremico, perché il libro condensa tutte le conoscenze nefrologiche su argomenti rilevanti in quanto riferiti a ‘carne viva’ che il medico e l’infermiere si trovano di fronte giornalmente, e, soprattutto, alle continue sfide decisionali nella cura dei pazienti sottoposti a trattamento emodialitico. E’ solo la conoscenza che non fa commettere errori, o, meglio, permette di limitarne la portata.
So che tutto ciò è stato possibile perché Luigi Catizone proviene dalla formidabile palestra scientifica dell’Università di Bologna e dalla collaborazione con il Prof. Pietro Zucchelli al Malpighi di Bologna, fucina di Nefrologi che hanno apportato conoscenze importanti alla nostra disciplina. Questa frequentazione culturale ha permesso l’essenzialità dell’informazione che traspare evidente in ogni paragrafo del libro.
Consiglio la lettura di questo libro perché è piacevole riconoscere una scrittura rilassante e interessante, che è utile nelle nostre corsie di ospedale anche per mitigare i ritmi divenuti oggi frenetici e, a volte, alienanti del lavoro in sala dialisi.
Biagio Di Iorio
Editor in Chief
Giornale Italiano di Nefrologia
UOC di Nefrologia e Dialisi “A. Landolfi Hospital”
I-83029 Solofra (Avellino),
e-mail: br.diiorio@gmail.com
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