Renal Functional Reserve in Naïve HIV Patients

Abstract

Introduction. Renal functional reserve (RFR) is the kidney capability of increasing its basal glomerular filtration rate (GFR) at least 20% after an adequate stimulus. Renal disorders have been reported in seropositive HIV patients, particularly the decrease in glomerular filtration rate (eGFR), nephrotic syndrome, and proximal tubular deficiency associated with the disease itself or the use of some anti-retroviral treatments. Thus, it was decided to carry out a prospective study in order to evaluate if RFR test was preserved in naive HIV patients.
Material and Method. GFR was measured by using cimetidine-aided creatinine clearance (CACC), and RFR as described Hellerstein et al. in seropositive naive HIV patients and healthy volunteers.
Results. RFR was evaluated in 12 naïve HIV patients who showed positive RFR (24.8±2%), but significantly lower compared to RFR in 9 control individuals (90.3 ± 5%).
Conclusion. In this study was found that renal functional reserve was positive in naïve HIV patients, but significantly lower compared to renal functional reserve achieved by seronegative healthy individuals.

Keywords: renal reserve, HIV, renal physiology

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Abbreviations

Renal Functional Reserve (RFR)
Glomerular Filtration Rate (GFR)
Human Immunodeficiency Virus (HIV)
Tenofovir Disoproxil-Fumarate (TDF)
Thick Ascending Limb of Henle’s Loop (TALH)
Tubular-Glomerular Feedback (TGF)
Cimetidine-Aided Creatinine Clearance (CACC)

 

Introduction                                                                                    

Renal functional reserve (RFR) is the renal capability of increasing its basal glomerular filtration rate (GFR) at least 20% after an adequate stimulus such as amino-acid infusion or oral protein overload. A positive renal reserve response requires the presence of both adequate glomerular and renal tubular function [1]. In order to evaluate GFR, one of the most simple and reliable method seems to be the cimetidine-aided creatinine clearance (CACC), particularly that which uses oral cimetidine supply. Since cimetidine inhibits creatinine secretion in the proximal tubules, the ratio of the CACC and GFR is about 1.1 [24].

Esame del sedimento urinario in paziente con malattia renale da immunocomplessi HIV-associata con pattern lupus-like (HIVICK): case report e revisione della letteratura

Abstract

Nei pazienti affetti da infezione da HIV è molto frequente un coinvolgimento renale. Il fenotipo varia dalla più frequentemente variante “collapsing” della glomerulosclerosi focale e segmentale (GSFS) alla “lupus-like HIV-immune complex kidney disease” (HIVICK). Quest’ultima è caratterizzata da un quadro istologico che richiama la nefropatia lupica.
Attraverso un caso clinico, sottolineiamo l’importanza dell’analisi del sedimento urinario nel paziente con sospetto di glomerulopatia. Reperti come le caratteristiche cellule che riportano l’aspetto tipico da infezione da Herpes virus (HSV) o le cellule LE, hanno vicariato in maniera importante la diagnosi di HIVICK. Alla luce delle presenti osservazioni, suggeriamo di praticare sistematicamente un esame citologico del sedimento urinario per avvalorare ipotesi diagnostiche di patologie rare.

Parole chiave: HIV, HIVICK, HSV, cellule LE, sedimento urinario, citologia

Introduzione

Nei pazienti affetti da infezione da HIV è molto frequente un coinvolgimento renale. Il fenotipo della malattia renale in corso di HIV varia dalla più frequentemente variante “collapsing” (HIVAN), alla glomerulosclerosi focale e segmentale (GSFS), dalla “lupus-like HIV-immune complex kidney disease” (HIVICK) passando per la malattia a lesioni minime (MCD) e la microangiopatia trombotica. La forma lupus-like è caratterizzata da un quadro istologico che richiama la nefropatia lupica, che può mostrare in maniera variabile ipercellularità endocapillare e/o mesangiale, focale e/o diffusa, oppure un pattern membranoso; caratteristici aggregati tubulo-reticolari nelle cellule endoteliali ben visibili alla microscopia elettronica e un pattern ‘Full House’ con positività anche per C1q all’immunofluorescenza [1]. Non è ben chiaro in che modo l’infezione da HIV possa provocare un coinvolgimento renale. Tra le varie teorie, si pensa che il virus possa direttamente danneggiare i glomeruli e ciò sarebbe supportato da evidenze che dimostrano una regressione del quadro di patologia renale in relazione con la sola terapia antiretrovirale [2] e una maggiore prevalenza di tale condizione in quei pazienti con HIVRNA > 400 copie/ml [3]. Un’altra teoria è a favore di un meccanismo indiretto mediato da anticorpi diretti contro gli antigeni p24 (capside) e gp120 (envelope) dell’HIV, che formerebbero immunocomplessi in circolo che poi precipiterebbero a livello glomerulare, dando i quadri istologici più disparati [1]. Esistono inoltre evidenze secondo le quali il polimorfismo del gene APOL1 sia associato a un maggior rischio, nei pazienti sieropositivi, di sviluppare malattia renale cronica [4] ma non ad una più alta frequenza di HIVICK [1].

I quadri istopatologici sono molto eterogenei e sono riassunti in Tabella 1 [1]. Mancano in letteratura dati di sedimenti urinari in queste condizioni che, come nel seguente caso clinico, potrebbero risultare necessari per vicariare la diagnosi, corroborando tale informazione con quelle fornite dall’agobiopsia renale.