Genetica e counseling genetico

Abstract

Il Rene Policistico Autosomico Dominante (ADPKD) è la malattia genetica più frequente, caratterizzata dallo sviluppo progressivo e bilaterale di cisti renali. Sono stati identificati due geni causativi di malattia: PKD1 e PKD2. Il fenotipo di ADPKD è molto variabile. Tipicamente ADPKD è una malattia ad esordio nell’età adulta, tuttavia occasionalmente ADPKD si può manifestare come malattia ad esordio molto precoce e severo. La variabilità fenotipica dell’ADPKD può essere spiegata su tre livelli: genico, allelico e geni modificatori. I recenti sviluppi sullo screening molecolare delle mutazioni dei geni PKD e l’introduzione del sequenziamento di nuova generazione (NGS) hanno portato ad un incremento delle conoscenze delle basi genetiche dell’ADPKD.

Lo scopo di questo articolo è proporre una revisione completa sulla genetica dell’ADPKD, in particolare sulle nuove scoperte della correlazione genotipo-fenotipo approfondendo nuovi approcci clinici al test genetico. La valutazione di queste nuove informazioni genetiche richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga nefrologi e genetisti clinici.

Parole chiave: ciliopatia, consulenza genetica, correlazione genotipo-fenotipo, PKD, rene policistico autosomico dominante, test genetici

 

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Diagnosi clinica del Rene Policistico Autosomico Dominante

Abstract

Il rene policistico autosomico dominante (ADPKD) è la malattia genetica renale più frequente. La diagnosi di ADPKD è semplice nei pazienti con forma conclamata. I pazienti si presentano con reni cistici, ingranditi e storia familiare positiva. La definizione diagnostica di ADPKD non risulta sempre immediata. In questi casi, la presenza di cisti renali è inserita in un contesto di atipicità. Sono da considerare elementi atipici: assenza di familiarità; esordio precoce di malattia; presenza di elementi sindromici; aspetti morfologici atipici, a carattere focale o monolaterale. La diagnosi in soggetti con storia familiare positiva si basa su criteri ecografici differenziati in classi di età. La presenza di un “totale di 3 o più cisti” nei soggetti di età compresa 15 e 39 anni e “2 o più cisti in ogni rene” nei soggetti a rischio di età fra 40-59 anni sono sufficienti per porre diagnosi di ADPKD. L’ “assenza di ogni cisti renale” è considerata condizione sufficiente per escludere la malattia solo nei soggetti a rischio con 40 o più anni. In assenza di storia familiare, la diagnosi clinica deve essere limitata a quei casi in cui il quadro appaia assolutamente tipico alla valutazione clinico/strumentale, con reni aumentati di volume e numerose cisti, presenza di cisti epatiche ed assenza di segni/sintomi suggestivi di altre malattie cistiche; in assenza di questi elementi, ed in genere nelle forme atipiche, è consigliata valutazione genetica ed eventuale test molecolare.

Parole chiave: Rene Policistico Autosomico Dominante

 

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