Protetto: Le famiglie dei donatori di organi dovrebbero essere libere, in condizioni controllate, di incontrare i loro riceventi se entrambe lo vogliono, dice il Comitato Nazionale di Bioetica *

Abstract

Il 27 Settembre 2018, il Comitato Nazionale di Bioetica (CNB) ha emesso un parere sulla possibilità di creare un’eccezione all’obbligo dell’anonimato qualora entrambe le parti si dicano d’accordo e abbiano firmato un appropriato modulo di consenso informato. Secondo il CNB, qualsiasi contatto tra famiglia del donatore e ricevente deve essere gestito da un organismo esterno, facente riferimento al Servizio Sanitario Nazionale, creato per garantire un rigoroso controllo sulle manifestazioni del consenso al fine di evitare qualsiasi rischio di comportamento inappropriato.

L’articolo ripercorre come Reg e Maggie Green, originari della California e in vacanza in Italia, donarono gli organi del loro figlio di sette anni, Nicholas, a sette Italiani, dopo che il bambino fu colpito da un proiettile durante un tentativo di rapina in auto lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria nel 1994. Riluttante, in quanto straniero, a proporre un cambiamento della legge italiana che di fatto impedisce alle due parti di contattarsi, Reg Green ha aspettato 22 anni fino a che, all’età di 87 anni, ha iniziato una campagna pubblica per dar voce alla sua preoccupazione che la legge stesse facendo del male alle famiglie coinvolte nei trapianti, piuttosto che aiutarle.

Parole chiave: etica, legislazione sanitaria, donazione di organi, trapianto d’organi

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