Costo della correzione dell’anemia in una popolazione in dialisi che ha ridotto l’infiammazione

Abstract

Questo studio è una post-hoc analisi che analizza i costi dell’eritropoetina (EPO) contemporaneamente all’utilizzo di un filtro (Estorclean PLUS) posto prima dell’ingresso dell’acqua, già sottoposta a biosmosi, al monitor di dialisi per la preparazione del bagno di dialisi.

Ventinove pazienti (19 trattati con epoetin alfa e 10 con darboepoetina alfa) sono stati inclusi nell’analisi. Abbiamo dimostrato che si ottiene un risparmio di 210 € per paziente (35 € per paziente ogni mese) che facevano uso di epoetina alfa durante il periodo sperimentale di 6 mesi, rispetto al periodo di controllo e di 545 € per paziente (90 € per paziente ogni mese) che facevano uso di darboepoetina. Estorclean PLUS ha un costo di 600 € (25 € al mese per paziente) ed è stato utilizzato per 6 mesi. La terapia con ferro per via endovenosa con sodio ferrigluconato aveva un costo di 0,545 € / 62,5 mg.

In conclusione durante il periodo sperimentale con l’uso di Estorclean abbiamo ottenuto un risparmio globale di 11 € per paziente al mese con epoetina alfa e 30 € per paziente al mese con darboepoetina alfa per trattare l’anemia in pazienti in dialisi.

Parole Chiave: Anemia, costi, dialisi, bagno di dialisi.

Introduzione

L’anemia è una delle complicanze più importanti per mortalità e morbilità della Malattia Renale Cronica – Chronic Kidney Disease (CKD) (1). Già nel 1905 Carnot e Deflandre avevano ipotizzato l’esistenza di un fattore umorale, che chiamarono emopoietina, che regolava la produzione dei globuli rossi (2). Successivamente, e la storia è nota, nel 1977 Miyake e coll riuscirono a purificare l’eritropoietina umana (EPO) (3) e nel 1985 Lin e Jacobs clonarono il gene dell’eritropoietina e svilupparono una linea cellulare trasfettata capace di produrre eritropoietina ricombinante umana. Nasce così un farmaco rivoluzionario che ha permesso di ridurre in modo eccezionale la necessità di trasfusioni in CKD e in dialisi, aumentando in modo sensibile la sopravvivenza dei pazienti e riducendo le comorbidità e i ricoveri ospedalieri (4). 

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