Percorsi pratici per intraprendere un programma di dialisi monosettimanale integrato da una nutrizione ipoproteica personalizzata (CDDP)

Abstract

Lo scopo di questa pubblicazione è pragmatico e pertanto finalizzato ad illustrare in dettaglio ai colleghi Nefrologi la metodologia utilizzata nel Programma Combinato Dietetico Dialitico (CDDP) in pazienti selezionati utilizzando le formule inerenti la cinetica dell’azoto ureico (Urea Nitrogen Appearance, UNA) che consente di verificare la sostenibilità e la collaborazione dei pazienti a cui è stata prescritta una dieta ipoproteica di 0,6 g/Kg/die tramite il Protein Catabolic Rate valido nei pazienti con stato metabolico stabilizzato. Si conferma inoltre che l’azione combinata della nutrizione e la riduzione del contatto ematico con i materiali bio-incompatibili dell’emodialisi possa consentire un prolungamento della funzione renale residua ed una maggiore escrezione di tossine uremiche legate alle proteine (Protein Bound Uremic Toxins, PBUT) ed ottenere un bilancio in pareggio dei fosfati grazie ad una buona e conservata fosfaturia. In questo documento sono quindi descritti in dettaglio tutti i passaggi e i calcoli necessari. Per l’applicazione di questa procedura si chiede ai Nefrologi un maggiore impegno clinico per applicare con successo un protocollo terapeutico personalizzato come la CDDP che, a nostro parere, può essere facilmente applicabile nella pratica clinica quotidiana.

Parole chiave: Programma Combinato Dietetico Dialitico, dialisi monosettimanale, dieta ipoproteica

INTRODUZIONE

Come è noto la terapia nutrizionale può essere un valido provvedimento per consentire di procrastinare il momento di inizio del trattamento sostitutivo (1, 2) oppure ridurre la necessità e la frequenza di dose dialitica (3) e quindi per permettere al paziente un approccio più morbido ed accettabile nel momento di transizione dalla terapia conservativa alla dialisi.

Nel 1994 il gruppo di Locatelli (4), riprendendo lo schema di Giovannetti et al. (5) e le esperienze di Mitch (6), propose l’integrazione di una dialisi monosettimanale ad una dieta ipoproteica di 0,3-0,4 g/Kg/die supplementata con aminoacidi essenziali e chetoanaloghi. Questo programma fu denominato Integrated Dialysis Diet Program (IDDP) (7). 

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