Il coinvolgimento renale nella sindrome di Bardet-Biedl

Abstract

La Sindrome di Bardet-Biedl (BBS) è una malattia genetica rara caratterizzata da un coinvolgimento multi-organo. La malattia renale cronica è considerata la principale causa di morbilità e mortalità. Attualmente 21 geni sono stati descritti in letteratura, e la maggior parte di essi codifica per proteine del corpo basale del ciglio primario, per cui la BBS è considerata una ciliopatia. Nonostante non esista una chiara correlazione genotipo-fenotipo, alcuni reports hanno dimostrato l’associazione tra un fenotipo renale più severo ed i genotipi BBS6-10-12, ma dati contrastanti sono presenti in letteratura. Oltre ai difetti di forma, un vasto range di anomalie funzionali sono riportate, dai disturbi dell’equilibrio idro-salino all’insufficienza renale cronica. Il dato di più frequente riscontro è la ridotta capacità di concentrare le urine. I nostri studi hanno dimostrato che l’ipostenuria è di origine renale ed è desmopessina-resistente. Tale difetto si accompagna, spesso, ad un difetto di diluire le urine. Il doppio difetto di concentrazione e diluizione si associa ad un’abolizione della regolazione dell’escrezione urinaria del canale all’acqua Aquaporina 2 (AQP2) rispetto allo stato di idratazione, suggerendo che un difettoso traffico di AQP2 possa esserne la causa. A sostegno di questa ipotesi, il silenziamento di BBS10, in vitro, compromette la traslocazione dell’ AQP2 sulla membrana apicale. Tuttavia, dopo disidratazione prolungata i livelli urinari di AQP2 non sono dissimili tra controlli e pazienti, suggerendo che l’ipo-osmolalità, in questa situazione, sia indipendente dal difetto del traffico dell’AQP2. La patogenesi dell’ipostenuria è ancora largamente sconosciuta; analogamente, il suo significato clinico e prognostico resta da definire.

Parole chiave: Sindrome di Bardet-Biedl, ciglio primario, ipostenuria, AQP2

INTRODUZIONE

La Sindrome di Bardet-Biedl (BBS) è un raro disordine genetico a carattere sistemico. Nel 1920 e poi nel 1922 Bardet e Biedl rispettivamente descrissero una sindrome complessa caratterizzata da distrofia retinica, obesità congenita, polidattilia, ritardo mentale ed ipogenitalismo (1). Nel 1925 Solin-Cohen e Weiss (2) accomunarono questa sindrome con quella descritta precedentemente da Laurence e Moon nel 1866 (3), sebbene i casi di sindrome di Laurence-Moon si distinguevano per la presenza di disturbi neurologici più importanti e per la rarità della polidattilia. Ad oggi la distinzione tra la sindrome di Lawrence Moon e di BBS non è del tutto chiara.

Il quadro clinico della BBS è altamente variabile e le principali manifestazioni sono: la degenerazione retinica, il ritardo mentale, la polidattilia, l’obesità, l’ipogonadismo e le anomalie renali (Tabella 1).

La Retinite Pigmentosa (RP) è stata descritta in oltre il 90% dei pazienti BBS (4). Generalmente esordisce con perdita della visione notturna ad un’età media di 7-8 anni, seguita da una progressiva riduzione del visus (5). L’esame del fondo oculare mette in evidenza una distrofia retinica pigmentaria atipica con interessamento maculare.
 

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